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Pino Taglialatela, avvocato ex portiere Napoli: Vive incubo

NAPOLI – “Il mio cliente vive questo incubo da quattro anni ma, confidando in maniera totale nella magistratura, è certo che riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati”. Così, in una nota, l’avvocato Luca Capasso, legale di Pino Taglialatela, l’ex portiere del Napoli accusato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli di essere prestanome di un presunto affiliato a un clan di camorra.

“A Taglialatela – spiega Capasso – viene contestato di risultare proprietario di alcuni veicoli che, in realtà, sarebbero riconducibili all’affiliato. Ma non esiste nessun passaggio di proprietà intestato a lui e, se dovesse spuntare, siamo prontissimi a chiedere il disconoscimento della firma”. “Pino – continua il legale – ha costruito gran parte della sua carriera di calciatore lontano da Napoli, è un uomo stimato da tutto l’ambiente calcistico e non ha mai avuto a che fare con gli ambienti della malavita organizzata. Per colpa di una parentela ‘scomoda’ si è trovato coinvolto in una vicenda assurda, tirato in ballo da un pentito. Ma la magistratura, nella quale crede ciecamente, chiarirà ogni cosa”.

Venerdì, al processo, c’è stata anche la deposizione di Luigi Pavarese, ex direttore sportivo di Napoli ed Avellino. “Anche Pavarese – conclude l’avvocato Capasso – ha smontato le accuse del pentito, spiegando di aver ingaggiato Taglialatela nell’Avellino per la sua esperienza e non certo perché aveva subito pressioni dalla camorra”.


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