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Piombo nel miele delle Dolomiti: superati livelli massimi Ue

 

BELLUNO – Troppo piombo nel miele delle Dolomiti. L’allarme arriva dal Gazzettino, che spiega che su 918 vasetti di miele del triveneto analizzati ben 156 superano il livello massimo di piombo consentito dagli standard dell’Unione europea, ovvero il 17 per cento.

E, cosa ancora più sorprendente, la concentrazione più bassa è stata trovata nel miele veneziano, quella più alta nel miele della provincia di Belluno.

Se questi sono i dati del laboratorio del Centro di Referenza Nazionale per l’Apicoltura presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie – IZSVe non confortano neppure quelli dell’indagine Ispra 2011 condotta all’interno del Parco Dolomiti Bellunesi a seguito della moria delle api di qualche anno fa, che confermano la situazione preoccupante, come spiega Damiano Tormen sul Gazzettino: 

nelle due zone considerate, diversi campioni hanno superato il range della quantità di piombo; in particolare, nei mesi di settembre 2009, e aprile e maggio 2010. Inoltre, l’indagine Ispra 2011 ha rilevato anche la presenza di rame (con valori compresi tra 0,240 mg/kg e 0,131 mg/kg) e di mercurio.

La potenziale pericolosità del piombo negli alimenti ha spinto l’Unione Europea a stabilire limiti più restrittivi. Così da gennaio 2016 il tenore massimo di piombo nel miele è fissato a 0,10 microgrammi per chilo. Se si supera quella soglia il prodotto non può essere venduto. Ma c’è chi non ci sta. Come Carlo Mistron, presidente dell‘Associazione Apidolomiti, cooperativa che raggruppa circa 300 produttori di miele della provincia di Belluno, per una produzione media annua di 80-90 quintali di miele:

“Questa introduzione è arrivata improvvisa e a nostra insaputa. Diversi campioni analizzati di miele bellunese 2015 confermano che siamo ai limiti del nuovo limite. Ma non facciamo allarmismi: la soglia è bassissima e il 2015 è stato un anno particolare per siccità; e l’orografia del Bellunese ha di certo influito sulle rilevazioni. In ogni caso, la media provinciale è a posto. E aspettiamo i dati relativi alla produzione 2016. In ogni caso, il nostro millefiori è incomparabile per qualità”.


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