Cronaca Italia

Medico Inps, le visite con ricatto: “Fatti toccare lì o niente invalidità a tuo figlio”

Poggibonsi, visite Inps con ricatto: "Fatti toccare lì o niente invalidità a tuo figlio"

Poggibonsi, visite Inps con ricatto: “Fatti toccare lì o niente invalidità a tuo figlio”

SIENA – Una madre accompagna il figlio disabile dal medico dell’Inps che deve certificarne l’invalidità e si ritrova davanti ad un ricatto: farsi palpeggiare dal dottore o dire addio alla pensione. Palpeggiamenti di ogni tipo e vere e proprie violenze quelle che le donne hanno denunciato nei confronti del medico di 66 anni arrestato a Poggibonsi, in provincia di Siena. Il medico è stato arrestato nel 2015 per violenza sessuale e concussione, ma ora che il processo è vicino ecco che arrivano nuovi particolari sulla vicenda.

Laura Valdesi sul quotidiano La Nazione scrive che sono numerose le donne, sia giovanissime che di mezza età, che dalla provincia di Siena hanno denunciato il comportamento del medico e le violenze subite. L’uomo approfittava della sua posizione di medico legale dell’Inps, per cui era chiamato a redigere i certificati di inabilità e invalidità, per ricattare le malcapitate vittime, per lo più mamme che portavano a visita il figlio disabile:

“Gli episodi, avvenuti fra il 2014 e il 2015, sono stati cristallizzati dagli investigatori grazie anche ad intercettazioni ambientali e telefoniche. Sembrano l’uno fotocopia dell’altro. Con la scusa di farsi aiutare a tenere sollevata la maglietta del marito, del figlio o della madre il medico faceva avvicinare la donna a sé e palpava il seno alla malcapitata di turno, ponendola in un’implicita condizione di soggezione. Se lei si fosse ribellata, il dubbio sorgeva spontaneo in quegli attimi, sarebbe stata concessa l’invalidità? Timore. Paura di non vedere riconosciuta a sé, o magari al proprio caro, la provvidenza legata all’esito dell’accertamento. Fra le donne oggetto di attenzione del medico, c’è chi comunque ha cercato in ogni modo di allontanare la propria mano dalle parti intime, mentre l’uomo la tratteneva. Senza pensare alle conseguenze.

Non si faceva scrupoli neppure davanti ai bambini, costretti a ricorrere alla visita per gravi motivi di salute. Metteva in scena il copione di sempre con la loro mamma. Ben sei i casi arrivati ieri davanti al giudice, che si aggiungono a quelli già oggetto del processo. Sarebbe dovuto entrare nel vivo il 23 maggio ma slitterà a causa dell’astensione dalle udienze proclamata dalle Camere penali. E’ stata anche chiesta la chiamata in causa per la responsabilità civile dell’Inps poiché l’uomo era all’epoca un dipendente dell’Istituto”.

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