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Polizia Penitenziaria, cambiano regole per la divisa

Nel provvedimento sono indicati e tipi e modalità d'uso delle uniformi, le caratteristiche delle uniformi, la fornitura e rinnovo dell'uniforme e tutte le tabelle tecniche.

ROMA – Santi Consolo, capo della Polizia Penitenziaria, ha firmato una nuova disposizione che di fatto cambia modalità e circostanze nelle quali indossare la divisa e in quali modi, accogliendo le richieste del sindacato autonomo di categoria Sappe, che da tempo chiedeva un ampliamento nel suo utilizzo.

I punti focali della circolare che di fatto sostituisce quella emessa dal ministero nel 2013, descrivono con novizia di particolari tutte le situazioni nelle quale la divisa operativa può sostituirsi a quella di servizio, ovvero, citando fedelmente la circolare:

1. “può essere indossata nei servizi indicati dall’art. 34 D.P.R. 82/99, ad eccezione delle attività condotte presso le locali portinerie degli Istituti e dei servizi svolti presso le portinerie e gli ingressi principali delle strutture comunque riferibili al Ministero della Giustizia o di altre pubbliche amministrazioni, per i quali permane l’utilizzo delle uniformi ordinarie.(…)”

2. “può essere indossata nei servizi espletati nell’ambito delle attività di specializzazione, in funzione delle rispettive specifiche esigenze, nonché in quelli affidati al Gruppo Operativo Mobile, riconducibili ai compiti dí cui al D.M. 4 giugno 2007″.

3. può essere indossata “per le attività svolte presso le Aule di Giustizia; per le traduzioni da istituto a istituto; per quelle che comportino l’impiego del personale per l’intera durata del turno di servizio; per quelle dirette verso luoghi di cura, comprese quelle disposte in conformità dell’art. 17, c. 8, del D.P.R. 230/2000; nonché per i servizi di piantonamento presso luoghi esterni di cura”.

4. può essere indossata “per l’esecuzione di brevi permessi con scorta, “avuto riguardo alla personalità del soggetto e all’indole del reato di cui è imputato o per il quale è stato condannato” (ex 64 co.2 D.P.R. 230/2000) e tenuto conto delle modalità di tempo e di luogo del servizio”.

 


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