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Poliziotto insulta Laura Boldrini su Facebook, rischia il posto

PRATO – Un poliziotto di Prato sotto inchiesta con il rischio di perdere il posto di lavoro per aver pubblicato su Facebook insulti rivolti al presidente della Camera Laura Boldrini. Gli insulti sono stati rivolti alla terza carica dello Stato in relazione all’omicidio del nigeriano Emmanuel a Fermo.

La Procura toscana sta cercando di accertare se il profilo social dell’agente sia stato hackerato. Nell’attesa, scrive Libero,

il poliziotto è stato spostato in un altro ufficio, lontano da rapporti con il pubblico: “Una misura presa anche a sua tutela – spiega il questore Paolo Rossi -, ha tutto il diritto di chiarire la sua posizione. Di certo sono frasi gravissime, incommentabili. Nel frattempo si è deciso di aggregarlo a un ufficio non operativo, burocratico. Lunedì apriremo invece il procedimento disciplinare”. Riguardo ai post incriminati, ora rimossi, si ipotizza anche il reato di vilipendio contro la Boldrini. “Per me – contrattacca Matteo Salvini, segretario della Lega Nord – dovrebbe essere indagata la Boldrini, che con la sua ipocrita retorica buonista insulta ogni giorno milioni di italiani”.

Il messaggio incriminato – Il 14 luglio, dopo che la moglie del nigeriano ucciso aveva rivisto la propria versione confermando di fatto la “legittima difesa” dell’imprenditore agricolo Amedeo Mancini, il poliziotto aveva scritto su Facebook: “Giustizia è stata fatta e quella donna, nera bianca o gialla che sia deve essere incriminata e lasciata alla sua vita inutile…”. Dopo aver augurato violenza e morte alla Boldrini, finisce nel mirino anche l’arcivescovo di Fermo: “Al parroco che ha fatto l’omelia spero lo mandino a fare qualcosa di utile in Africa invece di mangiare pane a tradimento e non fare un c. dalla mattina alla sera!!!”.