Cronaca Italia

Pomezia, rogo EcoX. Lorenzin: “Non c’è amianto nell’aria”

Pomezia, rogo EcoX. Lorenzin: "Non c'è amianto nell'aria"

Pomezia, rogo EcoX. Lorenzin: “Non c’è amianto nell’aria”

ROMA – A Pomezia, e non solo, si tira finalmente un sospiro di sollievo: non c’è amianto nell’aria. Ora si tratta di capire se altri inquinanti, il più temibile la diossina, abbiano contaminato l’area attorno al luogo del rogo che ha devastato la EcoX, azienda che stoccava rifiuti. La risposta arriverà domani, 11 maggio.

Oggi, intanto, la Asl Rm6 ha certificato che “i risultati degli accertamenti con le micro fotografie non confermano una significativa dispersione di fibre di amianto all’interno dello stabilimento”. “Fortunatamente – commenta il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – E’ un dato estremamente positivo per la cittadinanza”.

Insomma, lentamente la situazione potrebbe tornare alla normalità, considerato anche che non è l’unica buona notizia di oggi: non è stata infatti riscontrata presenza di idrocarburi negli ortaggi provenienti dalla zona dell’incendio. Ma l’Osservatorio nazionale amianto non è così ottimista: “poiché le strutture andate a fuoco contenevano amianto, è evidente che le fibre si sono disperse nell’aria” Sull’eventuale presenza di diossina invece “i dati saranno disponibili da domani – spiega Lorenzin -. Ad oggi sono disponibili i valori delle polveri sottili relativi al giorno dell’incendio e quello successivo, cioè 5 e 6 maggio: i valori sono risultati superiori ai limiti previsti dalla legge ma limitatamente alle immediate vicinanze dello stabilimento e non nei centri abitati adiacenti”.

Ma il ministero e la Regione Lazio, ha reso noto Lorenzin, “hanno incaricato l’Istituto superiore di sanità di effettuare ulteriori analisi e affiancare la Regione nella definizione di programmi di monitoraggio e sorveglianza sanitaria dei cittadini esposti, ciò per la fase due che comincerà nelle prossime ore”.

Intanto la Asl ha invitato il sindaco di Pomezia a predisporre la bonifica dall’amianto dal tetto della EcoX. Oltre ai cittadini, tirano un sospiro di sollievo anche gli agricoltori: per constatare l’assenza di idrocarburi sono stati presi in esame “trifoglio e l’orzo dal campo, insalata, il grano, le foglie di fava e carciofo, fieno misto, prato per pascolo ovini, scarola, insalata, bieta, lattuga, piselli e foglie”, spiega la Regione Lazio che fornisce i dati dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e Toscana.

Resta ancora in vigore il divieto di raccogliere ortaggi a 5 km dal luogo del rogo nella Eco X vicino a Pomezia, ma il sindaco di Ardea ha dato il permesso ai suoi cittadini di tenere aperte le finestre anche nel raggio di 2 chilometri dal luogo dell’incendio. Il Campidoglio intanto dopo avere comunicato l’interdizione di approvvigionamento di cibo per le mense scolastiche fino a 50 km dall’area ha ridotto il raggio a 5 km. “Un grossolano errore”, tuona il Pd.

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