Cronaca Italia

Pomezia: una piccola Seveso di 5 km off limits. L’occhio del disastro

Pomezia: una piccola Seveso di 5 km off limits. L'occhio del disastro

Pomezia: una piccola Seveso di 5 km off limits. L’occhio del disastro

ROMA – Pomezia: una piccola Seveso di 5 km off limits. L’occhio del disastro. La nera nube che si è alzata sulla via Pontina, appena fuori Roma, all’altezza di Pomezia, avvolge e intossica ancora un’area con un raggio di 5 km, a tre giorni dall’incendio dei capannoni della Eco X, la fabbrica di trattamento dei rifiuti.

Una piccola Seveso, e il paragone con il disastro di 41 anni fa quando il rogo alla Icmesa in Brianza rilasciò i veleni mortali della diossina non sembri esagerato: spento il grosso dell’incendio, sotto la cenere 500 metri quadrati di carta e plastica, ovvero possibili diossine, continuano a covare tanti piccoli focolai. Quando il blocco di rifiuti e detriti viene “smassato”, l’ossigeno torna a fare il suo lavoro e brucia tutto quello che torna ad emergere.

La nube è visibile da lontano, i miasmi si avvertono a intermittenza a decine di km di distanza a seconda di come cambia il vento: ma entro il raggio di 5 km l’area interessata di fatto è off limits.

A temere di più le conseguenze del maxincendio, oltre agli abitanti della vicina Pomezia, ora sono gli agricoltori. Il sindaco di Pomezia Fucci e il commissario straordinario del Comune di Ardea, Antonio Tedeschi, su indicazione della Asl Rm 6, hanno firmato un’ordinanza di “divieto di raccolta degli ortaggi e di pascolo degli animali nel territorio comunale in un raggio di 5 chilometri dal luogo dell’incendio dell’impianto”.

Una misura che ha messo in allarme le organizzazioni degli agricoltori, Coldiretti e Cia, che già preannunciano di costituirsi parte civile “per i danni diretti, indiretti e di immagine provocati dall’incendio”. “L’ordinanza – spiega la Coldiretti -colpisce una area coltivata di circa 4mila ettari di terreno dove lavorano almeno 150 aziende agricole”.

“L’ordinanza del comune di Ardea parla di una sospensione dei raccolti nel raggio di 5 chilometri – osserva la Cia Agricoltori italiani – senza definire drammaticamente i tempi di tale sospensione.

Nell’ordinanza,è confermata l’evacuazione delle case nel raggio di 100 metri dal luogo dell’incendio, raccomandando di tenere le finestre chiuse nel raggio di 2 km dal deposito di plastiche andato a fuoco. Al momento i dati rilevati dalle stazioni di monitoraggio dell’aria sono nella norma. Anche il rischio amianto per ora è stato smentito (si temeva che il tetto dei capannoni ne contenesse in misura preoccupante).

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