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Pontina, incubo incendi. Forestale: “Obiettivo è il campo nomadi”

ROMA – Una settimana da incubo per la strada regionale 148 Pontina, devastata dagli incendi. Un vero e proprio incubo di fuoco e fiamme tra Castel Romano e Ardea nell’ultima settimana, con gli incendi che hanno causato la chiusura della strada e molti disagi per i cittadini di Roma, del litorale sud e di Latina. Per il Corpo Forestale non si tratta di incendi accidentali, ma di roghi dolosi. Un rogo al giorno il cui obiettivo potrebbe essere il campo nomadi.

Criastiana Mangani sul Messaggero scrive che è stato accertato infatti che i roghi non sono stati causati da un mozzicone di sigaretta sulle sterpaglie, ma dalla mano di qualcuno che sapeva bene cosa stava facendo. Per la Procura, che ha aperto una inchiesta sugli incendi della Pontina, l’obiettivo sarebbe il campo rom di Castel Romano:

“GLI INTERROGATORI
Il magistrato aspetta ora che la Forestale concluda la sua attività di indagine e poi procederà con gli interrogatori. Ma non si può non pensare a quanta parte abbia avuto quell’insediamento negli affari del ras delle cooperative di Mafia Capitale, Salvatore Buzzi. E’ lui stesso a raccontare, nell’interrogatorio di un anno fa, dell’esistenza di un accordo con i due capi rom, Meo e Carlo Kasmin, e del fatto che il Comune pagava, a suo dire, 15 mila euro a testa ogni mese perché non si opponessero al trasferimento dei nomadi da Ponte Marconi al nuovo campo di Castel Romano.

Inoltre, il territorio in esame – ha spiegato ancora Buzzi – rientrava in quello in cui era maggiore la permeabilità all’influenza del clan Casamonica, senza contare la natura della popolazione con cui il sodalizio del Carminati si sarebbe dovuto relazionare. Per tali motivazioni, l’organizzazione si avvaleva del supporto fornito dal clan presente in quel contesto, in modo da tenere sotto controllo le problematiche che sarebbero potute sorgere nel rapporto con i nomadi. In particolare, il sodalizio si avvaleva dell’opera prestata da Luciano Casamonica che «a fronte del sostegno prestato aveva ricevuto un corrispettivo di circa 20 mila euro al mese».

GLI INTERESSI
Insomma, sono diversi gli interessi in ballo dietro cui potrebbe nascondersi la mano dei piromani. Gli incendi adiacenti alle baracche dei nomadi potrebbero essere, al momento, solo una minaccia. Come dire: potremmo fare di più e, la prossima volta, incendiare il campo.

Nel frattempo, il bollettino di guerra della viabilità sulla Pontina continua ad allungarsi. Era cominciato tutto il 18 luglio scorso con la strada chiusa per ore e più di sei chilometri di fila. Il maxi blocco è durato per oltre quattro giorni, e come il rogo si spegneva, qualcuno provvedeva a riaccenderlo. Vigili del fuoco e canadair in azione hanno potuto evitare solo in parte che si propagasse, tanto che il traffico è stato deviato lungo le strade parallele, contribuendo a paralizzare altre arterie importanti.

Ora si scopre che l’obiettivo potrebbero essere i nomadi. Che qualcuno ha voluto fargli sapere che rischiano l’incolumità. Le indagini successive proveranno ad accertare quanto questa pista sia la più attendibile. Nel frattempo la Forestale l’ha indicata come la più accreditata allo scoppio degli incendi, e la dinamica non ha lasciato dubbi sin dal primo momento: si trattava di dolo”.

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