Blitz quotidiano
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Posizionava segnali cantiere, auto lo travolge e lo uccide sulla A12

LA SPEZIA – Stava posizionando le lampade di segnalazione del cantiere sull’autostrada A12, quando un’auto lo ha travolto in pieno, sbalzandolo a oltre 40 metri di distanza. Umberto Andrea Leone, operaio di 60 anni originario di Massa Carrara, è morto sul colpo. Una Volkswagen Polo lo ha falciato poco prima dello svincolo di Deiva Marina, in direzione La Spezia. Al volante c’era Biagio Cappiello, idraulico di 33 anni, origini pugliesi ma da tempo residente in Val di Vara.

L’uomo è risultato positivo all’alcoltest, con valori tre volte superiori al limite di legge. Dalle analisi sono emerse anche tracce di cannabinoidi. La tragedia si è consumata alle 18.30 di martedì 18 ottobre. Cappiello è già stato posto ai domiciliari: dovrà rispondere dell’accusa di omicidio stradale.

Il Secolo XIX aggiunge dettagli:

Una volta accortosi di quanto accaduto, il trentatreenne è stato colto da malore. L’equipe medica del 118 lo ha trasferito in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale di Lavagna. In un secondo momento è emerso un altro particolare sconcertante: la patente di Cappiello risulta revocata da diverse settimane. Gli agenti della Polstrada di Brugnato, agli ordini dell’ispettore Massimo Raso, hanno scattato foto ed eseguito rilievi per ore. Avranno bisogno però di altro tempo ricostruire nei particolari la dinamica dell’incidente.

Con ogni probabilità dovranno essere eseguiti nuovi riscontri e ascoltati alcuni testimoni. Secondo gli indizi raccolti finora sembra che l’operaio sessantenne sia finito sul parabrezza della Polo, dopodiché sarebbe stato scaraventato a terra. I soccorritori hanno provato a lungo a rianimarlo ma ogni tentativo è risultato vano. Non c’è stato nulla da fare.

Nelle prossime ore il magistrato di turno (è competente per territorio la Procura di Genova) disporrà l’autopsia sul cadavere di Leone. Si tratta di un passaggio quasi obbligato, anche se ci sono ben pochi dubbi sulla causa del decesso dell’operaio apuano. Cappiello era disperato, in ospedale continuava a chiedere notizie di Leone, sembrava non volere accettare il fatto che potesse essere morto a seguito dell’incidente.

Se le accuse mosse nei suoi confronti però dovessero essere confermate, l’automobilista potrebbe rischiare una condanna fino a 21 anni di reclusione. Le pene previste dalla legge sull’omicidio stradale, entrata in vigore di recente, sono severissime.

Secondo quanto riferito dall’Ansa, l’uomo avrebbe dichiarato di aver “bevuto eccessivamente perché appena diventato padre di due gemelli”.