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Pozzuoli, video a luci rosse della studentessa. La preside: “Torna a scuola”

POZZUOLI – “Torna a scuola, ti aiuteremo”. Così la preside del liceo di Pozzuoli lancia un appello alla giovane studentessa protagonista di un video a luci rosse con il fidanzatino e finito sul web. Dopo la diffusione del filmato la ragazza non esce più di casa, né ha avuto il coraggio di tornare in classe. Sembra una triste replica della vicenda che ha portato al suicidio di Tiziana Cantone, la 31enne di Casalnuovo scomparsa appena due settimane fa. Ma questa volta, si spera, l’attenzione è massima e l’intervento tempestivo.

Il filmato, girato durante un rapporto, da settimane gira sui telefonini di molti ragazzi del paese. La ragazza con ogni probabilità non era al corrente di essere ripresa. Il fascicolo di inchiesta non è più contro ignoti: secondo indiscrezioni della Procura, riportate dal quotidiano Il Mattino, sono almeno tre le persone denunciate. I loro nomi compaiono in un’informativa che la Polizia di Pozzuoli ha trasmetto alla Procura di Napoli.

Come riporta Il Mattino:

L’attenzione, in questa fase assolutamente embrionale delle indagini, si sta concentrando su alcune persone, secondo indiscrezioni tre, comunque su coloro che hanno commentato o verosimilmente diffuso il video in questione. La denuncia è scattata per le accuse di violazione della privacy e diffamazione, ma i pm a cui sarà affidato il caso potranno, a loro discrezione, valutare se modificare o ampliare il raggio delle accuse e quindi il campo delle indagini. C’è al vaglio anche il traffico di informazioni per il trattamento illegale di dati sensibili.

Oltre alla denuncia dei genitori della ragazza c’è poi la denuncia sporta dal fidanzato che ancor prima dell’esplosione del caso aveva segnalato l’hackeraggio del suo smartphone, col quale sarebbe stato girato il video.

Al momento non si conoscono i nomi delle persone denunciate dal commissariato per le ipotesi di reato di violazione della privacy e diffamazione, formulate in seguito all’esposto presentato dai familiari della ragazza. Il fascicolo non è stato ancora assegnato e per questo non si è proceduto a un primo vaglio della magistratura per le eventuali iscrizioni nel registro degli indagati.