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Processo sanità Puglia: prescritti quasi tutti reati per i 18 imputati

BARI – Nel processo sulla presunta malagestione della sanità pugliese in cui è imputato anche l’ex senatore Pd Alberto Tedesco sono prescritti 23 dei 25 capi d’imputazione contestati. Lo ha detto nell’udienza di martedì 4 ottobre il presidente del collegio dei giudici dinanzi al quale si sta celebrando il processo nei confronti di 18 persone. Il Tribunale non ha tuttavia formalmente dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione, riservandosi di farlo alla prossima udienza del 10 gennaio 2017.

Gli unici due reati che resterebbero in piedi sono l’associazione per delinquere e un episodio di concussione risalente al gennaio 2009, contestati a 10 imputati. Tedesco, all’epoca asre regionale alla Sanità, è accusato di avere fatto parte della presunta “cupola” che fra il 2005 e il 2009 avrebbe gestito la sanità in Puglia, “una rete – secondo la Procura di Bari – in grado di controllare forniture e gare di appalto che venivano illecitamente pilotate verso imprese facenti capo ad imprenditori collegati da interessi familiari ed economici con i referenti politici e che erano in grado di controllare rilevanti pacchetti di voti elettorali da dirottare verso Tedesco in occasione delle competizioni elettorali”.

Agli imputati, dirigenti delle aziende ospedaliere e imprenditori, sono contestati a vario titolo i reati di associazione per delinquere e concussione (unici due ancora in piedi), abuso d’ufficio, corruzione, falso, turbativa d’asta, truffa, peculato e rivelazione del segreto d’ufficio (tutti prescritti). Tra gli imputati che rispondono di reati ormai troppo risalenti nel tempo c’è anche l’ex dg della Asl di Bari, Lea Cosentino.

Il processo comunque prosegue con l’audizione di testimoni per accertare la sussistenza delle contestazioni residue. A gennaio sarà citato dall’accusa, rappresentata dall’aggiunto Lino Giorgio Bruno e dal pm Luciana Silvestris, l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, imputato in altri processi sulla sanità pugliese.     L’inchiesta della magistratura barese sulla cosiddetta ‘cupola’ di Tedesco, portò nel febbraio 2011 all’arresto di cinque indagati e alla richiesta di autorizzazione a procedere anche all’arresto dell’allora senatore Pd. La richiesta fu bocciata tuttavia per due volte dal Senato ed eseguita soltanto nel marzo 2013 alla scadenza del mandato parlamentare e quindi dell’immunità. Tedesco rimase ai domiciliari per 12 giorni.

 

 


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