Blitz quotidiano
powered by aruba

Prof non specializzati: a loro i posti di sostegno per restare a casa

ROMA – La toppa è servita. Quelle migliaia di insegnanti del sud che erano stati assunti e trasferiti al nord almeno per quest’anno potranno rimanere vicino a casa. Lavorando a scuola ma insegnando non le materie per cui sono (si spera) preparati, ma come insegnanti di sostegno. Per ora l’accordo, come informa il Corriere della Sera, è stato raggiunto soltanto in Sicilia e Sardegna ma nel giro di qualche giorno verrà con tutta probabilità esteso a tutte le altre regioni.

Funzionerà così: i docenti in questione saranno assegnati provvisoriamente alle scuole come insegnanti di sostegno per i posti in deroga,

ovvero quelli che ogni anno ad agosto vengono assegnati dall’uffici scolastici in aggiunta al cosiddetto organico di diritto e che nel caso del sostegno sono tantissimi (25 mila su tutto il territorio nazionale). I requisiti richiesti per l’avvicinamento alla propria provincia sono quelli che valgono per tutte le assegnazioni provvisorie: ricongiungimento al coniuge, ai figli, ai genitori o gravi esigenze di salute.

Così si tampona, per ora, il problema del trasferimento di migliaia di docenti in altre regioni. Persone che, per uno stipendio di certo non faraonico, avrebbero dovuto separarsi dalla famiglia e trovarsi un affitto in una città sconosciuta. Resta però un problema sostanziale: si tratta di docenti formati per fare altro e non abilitati al sostegno. Una soluzione tampone, insomma, che ancora una volta non sembra guardare in primo luogo agli studenti. Spiega sempre sul Corriere della Sera Orsola Riva:

Finora l’accordo per le assegnazioni provvisorie sul sostegno è stato raggiunto solo in due regioni, Sicilia e Sardegna, ma all’inizio della prossima settimana è previsto un incontro al Miur con le organizzazioni sindacali. Nel caso della Sicilia, secondo i primi calcoli, in palio ci sarebbero circa duemila cattedre, corrispondenti alla metà dei posti in deroga totali (4.606). Sono quelli rimasti scoperti dopo l’assegnazione ai precari in pos della specializzazione sul sostegno, che naturalmente hanno la precedenza. In Sardegna le cattedre di sostegno rimaste libere per mancanza di candidati «titolati» dovrebbero aggirarsi invece attorno alle 160.