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Profughi in rivolta a Udine: rissa e feriti, chiedono “condizioni migliori”

UDINE – Un gruppo di profughi ospitato nella caserma Cavarzerani di Udine ha dato vita ad una rivolta contro le condizioni di vita, con tanto di rissa e feriti. Gli 800 profughi hanno protestato contro la qualità dei pasti, le condizioni di vita nel complesso e le acredini tra le culture, anche molto diverse tra loro, non ha aiutato a placare gli animi. Il 4 luglio è così scoppiata l’ennesima rivolta, con la Cri che ha dato l’allarme e un cordone di sicurezza è stato creato dalle forze dell’ordine intervenute per circondare l’edificio.

Paola Treppo sul Gazzettino scrive che la rissa, in cui diversi migranti sono rimasti feriti, potrebbe rappresentare solo l’inizio di una situazione di tensione che sembra destinata a crescere:

“Sabato, ad esempio, è scoppiata una rissa tra richiedenti asilo, in serata, e tre profughi sono finiti, feriti, in ospedale. Gli animi tra i migranti si erano accesi già nel pomeriggio quando una pattuglia delle volanti era intervenuta nella struttura e ne aveva identificati sei. Avevano litigato per motivi futili ma la situazione si era subito calmata; tempo qualche ora, però, e il diverbio, legato a motivi di convivenza, si è acceso più forte di prima. E i volontari hanno tornato a lanciare l’allarme. Erano le 22.30 quando la polizia, questa volta col supporto anche di carabinieri e Guardia di finanza, è intervenuta nuovamente sul posto e ha trovato tre migranti feriti che sono stati portati in pronto soccorso dai sanitari del 118. Due hanno riportato una prognosi di 7 giorni, il terzo di 5.

I contendenti sono passati dalle parole ai fatti, spintonandosi e colpendosi con calci e pungi. Ma non è neppure escluso che qualcuno possa aver impugnato anche un oggetto contundente o una lama. Gli investigatori sono al lavoro per chiarire al meglio tutti i contorni della vicenda, individuando motivi della rissa e tutti i soggetti coinvolti, una decina di persone tra afgani e pachistani secondo le prime informazioni. Oggi nuovi tafferugli: alcuni richiedenti asilo è possibile vengano trasferiti alla caserma “Friuli” di Udine. E in città non si contano (nelle foto) i “nuovi” rifugi notturni precari dei migranti in città”.


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