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Puglia, 231 ulivi del Salento bloccano i lavori per il gasdotto internazionale

LECCE – Gli ulivi del Salento bloccano i lavori per il Tap, il Trans Adriatic Pipeline, gasdotto che attraverserà sei Paesi dal Mar Caspio al Salento. In Albania e Grecia, spiega Michelangelo Borrillo sul Corriere della Sera, i lavori sono in corso. Ma in Puglia no.

Gli ulivi del litorale di San Foca (Comune di Melendugno in provincia di Lecce), 231 in un primo tempo e poi altri 1.300, dovrebbero essere spostati per consentire alle ruspe di scavare. Ma per questo serve il via libera della Regione. E il governatore Michele Emiliano non ne vuole proprio sapere.

La prima scadenza per prelevare e ripiantare gli alberi è già scaduta. Le piante, infatti, possono essere spostate solo da novembre ad aprile, perché da maggio a ottobre gli ulivi in stato vegetativo potrebbero non sopravvivere al reimpianto.

Lo scorso 26 aprile, all’assemblea di Confindustria, il neo-ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, aveva detto proprio in riferimento agli ulivi: “Non si può affrontare così la competizione internazionale”.

Da allora sono passati tre mesi, ma la prescrizione A44, che fa riferimento al ripristino ambientale, blocca i lavori preliminari.

Spiega Borrillo:

L’ok alla A44 deve arrivare dalla Regione Puglia, ente vigilante. Ma il semaforo, ad oggi, anziché verde è arancione: per la Regione guidata da Michele Emiliano la prescrizione è solo parzialmente ottemperata. Gli ostacoli sono (per la Regione) o erano (per Tap) tre: il no del Comune di Melendugno, alcune osservazioni dei Vigili del Fuoco e il divieto di movimentazione degli ulivi nelle zone della Xylella. Su quest’ultimo punto ha fatto chiarezza il ministero dell’Agricoltura; sulle osservazioni dei Vigili del Fuoco quello dell’Ambiente (riguardano alberi ad alto fusto); il no del Comune di Melendugno arriva da un ente coinvolto e non vigilante. «È la Regione che deve darci una risposta — spiega Michele Elia, ex ad Fs e oggi country manager Tap — che però ancora non arriva: non possiamo rimanere nel limbo». Ma l’ultimo atto di Emiliano su Tap è stato l’invio a Calenda dell’istanza di revoca in autotutela del titolo autorizzativo. Non proprio un via libera.


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