Cronaca Italia

Raccolta cocomeri, italiani non vogliono farlo. Imprenditore: “Senza stranieri fallirei”

Raccolta cocomeri, italiani non vogliono farlo. Imprenditore: "Senza stranieri fallirei"

Raccolta cocomeri, italiani non vogliono farlo. Imprenditore: “Senza stranieri fallirei”

FERRARA – La raccolta dei cocomeri nei campi non è certo un lavoro facile e gli italiani non vogliono farlo. Questa la dichiarazione di Marco Preti, un produttore di Gavello, in provincia di Ferrara, che spiega che senza gli stranieri la sua azienda sarebbe già andata fallita. Gli operai che si presentano per il duro lavoro infatti sono per lo più dell’Africa o dell’Est e sono disposti al sacrificio.

Maurizio Barbieri su La Nuova Ferrara spiega che da anni cerca braccianti locali per la raccolta di meloni e cocomeri della sua azienda, ma non riesce a trovarla. A parlare è Mario Preti, che insieme alla figlia Gaia manda avanti l’azienda di famiglia:

“«Ai miei tempi – prosegue Mario Preti che ha 61 anni -, quando ero studente all’istituto tecnico “Ignazio Calvi” di Finale Emilia in estate si andava a raccogliere la frutta per poter guadagnare qualche soldino per poter acquistare il motorino o fare altre spese. Ora tutto è cambiato e per raccogliere i miei prodotti devo ricorrere a manodopera straniera, nel mio caso operai provenienti dal Marocco o dalla Polonia o da altri Paesi dell’Est Europa.

E dire che il sottoscritto, come tutte le altre aziende, paga regolarmente secondo le tariffe ed osserva tutti gli obblighi previsti dalla legge. Vada a fare un giro per Gavello. I giovani li trova comodamente seduti davanti al bar a bighellonare. Il fatto è che i lavoratori stranieri hanno fame, ovvero voglia di lavorare, questa è la verità e poi se occorre lavorare la domenica per raccogliere e confezionare i prodotti non si tirano certamente indietro. Se non ci fossero i lavoratori stranieri non riuscirei a fare andare avanti la mia azienda».

L’imprenditore racconta che nel 2016 era riuscito a trovare quattro operai italiani, ma è stato costretto a mandarli a casa:

San raffaele

“«Lo scorso anno ero riuscito a trovare quattro giovani studenti italiani- afferma Preti -, volete sapere come è andata a finire? Li ho dovuti mandare a casa. Arrivavano sempre tardi e lavoravano di malavoglia, erano sempre attaccati al telefonino. Quest’anno su una quindicina di operai ho due soli italiani».

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