Cronaca Italia

Ragazze come mazzette, i pm di Genova chiedono a Carla Barbato. Una notte con Sarkozy a Venezia la rese famosa

Ragazze come mazzette, i pm di Genova chiedono a Carla Barbato. Una notte con Sarkozy a Venezia la rese famosa

Ragazze come mazzette, i pm di Genova chiedono a Carla Barbato. Una notte con Sarkozy a Venezia la rese famosa

Tangenti in natura, ragazze facili come mazzette, venivano usate per facilitare la assegnazione di appalti per la Tav Milano-Genova. Questa è una ipotesi di reato su cui si basa la Procura di Genova, in una inchiesta per corruzione.

L’inchiesta, avviata nel mese di ottobre 2016 con una serie di arresti, ha avuto una nuova puntata con l’interrogatorio di una giovane e bella donna, l’ex modella Carla Barbato, sentita come “persona informata dei fatti”, un po’ meno che testimone, almeno per ora.

Carla Barbato era diventata famosa, una decina d’anni fa, per avere rivendicato un pezzo del cuore dell’ex presidente francese  Nicolas Sarkozy. La relazione si colloca nel 2006, un anno prima che nella vta di Sarkozy comparisse l’astro di Carla Bruni. All’epoca Carla Barbato aveva circa 30 anni.

Al settimanale Diva & Donna Carla Barbato ha raccontato:

“Era luglio e io ero al Lido di Venezia per il mio lavoro da pierre. Eravamo all’hotel Excelsior e all’epoca Sarkozy era il ministro dell’Interno francese, anche se io non sapevo assolutamente chi fosse. Ma scoccò subito una simpatia reciproca.

“Sarkozy, in compagnia di un amico, si è presentato chiedendomi se poteva conoscermi, poi abbiamo bevuto un drink”. Ed è scattata la passione: “Abbiamo trascorso la notte insieme. Io sono rimasta lì per altri tre giorni, nonostante dovessi ripartire. Insieme abbiamo passato bei momenti. È un meraviglioso amante.

«Abbiamo parlato delle solite cose, mi ha detto che gli piacciono le donne del sud. Era molto gentile, cortese, un vero gentiluomo. La prima impressione è stata quella di un uomo carismatico, dal carattere forte».

Con grande amore per i dettagli e poco per la discrezione, ha aggiunto:

“Quando mi sono sfilata il vestito mi ha detto di non togliere i sandali. Avevo un tacco dodici, sandali neri bordati d’oro con laccetto alla caviglia e le unghie laccate rosso ciliegia. Mi ha fatto anche tenere il perizoma. Rosa”.

Ci fu un seguito, quando a settembre lei andò a trovarlo a Parigi: “Una notte e il giorno dopo sono ripartita”.

Molto meno cariche di erotismo devono essere state le tre ore di colloquio con i pm genovesi, interessati, a quanto ha riferito il Secolo XIX di Genova,

“in particolare della vicenda delle escort pagate dall’ imprenditore Marciano Ricci, all’epoca amministratore di Europea 92, al funzionario Cociv Giulio Frulloni per ottenere i lavori per il lotto Vecchie Fornaci (che poi non furono assegnati). Per il gip, per quell’episodio c’erano gravi indizi in merito al reato di turbativa d’asta a carico di Ricci.

“Lo scorso ottobre, l’inchiesta genovese della guardia di finanza, coordinata dai pm Paola Calleri e Francesco Cardona Albini, aveva portato agli arresti domiciliari 14 persone tra imprenditori e gli allora funzionari del Cociv, il Consorzio collegamenti integrati veloci che si occupa come general contractor della costruzione in Liguria del raddoppio ferroviario della linea Genova-Milano. Le accuse, a vario titolo, vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta e la concussione. In pratica, secondo la procura genovese, i manager del consorzio avrebbero assegnato i lavori per il Terzo valico a imprenditori amici in cambio di mazzette”.

Secondo Primocanale,

“contemporaneamente ai colleghi genovesi si erano mossi anche i magistrati romani con l’inchiesta Amalgama che ad aprile ha portato a 20 rinvii a giudizio per gli appalti per la realizzazione della tratta Tav “Milano-Genova-Terzo Valico Ferroviario dei Giovi”. Le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione a delinquere, alla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e tentata estorsione. Tra gli imputati, nel filone romano, l’ingegnere Giampiero De Michelis e l’imprenditore Domenico Gallo, figure chiave anche per l’indagine genovese che ancora non è stata chiusa”.

 

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