Blitz quotidiano
powered by aruba

Battipaglia: Antonio Castellano, 14 anni muore in piscina per…

BATTIPAGLIA (SALERNO) – Antonio Castellano, Un ragazzino di 14 anni è morto per un arresto cardiaco mentre stava prendendo il sole su un letto a bordo della piscina del parco acquatico Isola Verde, tra Pontecagnano e Battipaglia, in provincia di Salerno. 

Venerdì 8 luglio, nella tarda mattinata, il ragazzino, che era in piscina insieme ai genitori, ha avuto un malore. E’ stato subito soccorso dai sanitari della Croce Bianca, ma il suo cuore si è fermato per due volte. Il ragazzino è stato trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, ma lì non c’è stato più nulla da fare. Dopo la notizia della morte del figlio, la madre è stata colta a sua volta da un malore.

Il ragazzino, originario di Sant’Angelo dei Lombardi, soffriva di cardiopatia congenita. Sull’episodio indagano i carabinieri della Compagnia di Battipaglia, diretti dal capitano Erick Fasolino.

CARDIOPATIA CONGENITA – Le cardiopatie congenite, spiega il sito dell‘Ospedale Bambino Gesù di Roma, sono malformazioni semplici o complesse che interessano l’apparato cardiovascolare (il cuore ed i grossi vasi).

La causa delle cardiopatie congenite non è ad oggi del tutto conosciuta anche se alcune malformazioni trovano riscontro in alterazioni di piccole parti dei cromosomi.

Si chiamano congenite perché sono presenti già nella vita intrauterina. Al di là di quale sia la causa, l’origine di tutte le cardiopatie è un‘anomalia di formazione e di sviluppo del cuore durante la vita embrionale e fetale tra la seconda e la nona settimana di gestazione. Queste malformazioni, la maggior parte delle volte, sono ben tollerate durante la vita fetale e diventano sintomatiche dopo la nascita.

Grazie ai recenti progressi della medicina è possibile porre diagnosi durante la vita fetale con un semplice ecocardiogramma fetale. Le indagini strumentali a disposizione sono in grado di assicurare una diagnosi completa e dettagliata di qualsiasi cardiopatia congenita.

(…) Sostanzialmente tutte le cardiopatie congenite possono essere trattate con elevate probabilità di successo, con interventi di chirurgia convenzionale, emodinamica interventistica ovvero con terapia “ibrida”.