Blitz quotidiano
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Rapinata, chiama polizia, ma viene arrestata: era ricercata

BOLOGNA – Chiama la polizia dopo essere stata rapinata, ma viene arrestata insieme al rapinatore. Non si ricordava di dover scontare una pena di tre mesi per furti commessi in Toscana alcuni anni prima, quando era ancora minorenne.

In manette, riferisce Il Resto del Carlino, è finita una giovane rom di 23 anni, spedita in carcere insieme all’uomo egiziano di 31 anni che lei stessa aveva denunciato per rapina.

La ragazza aveva chiamato la polizia dopo che l’uomo aveva avvicinato lei e due sue familiari, aveva prima chiesto dell’acqua e poi, mostrando una pistola e minacciando le donne, aveva chiesto loro di dargli tutti i soldi che avevano. Ma le tre a quel punto avevano iniziato a gridare e si erano rifugiate nella loro roulote al campo nomadi del Pilastro, a Bologna.

 

La ragazza aveva poi telefonato alla polizia, denunciato quanto accaduto. Ma quando gli agenti hanno controllato i dati delle donne hanno scoperto che la querelante aveva a sua volta avuto problemi con la giustizia in passato. La giovane, infatti, è risultata ricercata dalla magistratura perché doveva scontare una pena residua di tre mesi, per furti commessi in Toscana quando era minorenne. Si è concluso così con un doppio arresto un intervento della polizia martedì sera in via Italo Svevo, zona Pilastro, alla periferia di Bologna.

Per la tentata rapina è finito in manette un trentunenne egiziano: aveva avvicinato le tre donne vicino alla roulotte in cui vivono e, minacciandole, aveva chiesto loro i soldi. Si era però allontanato a mani vuote per la reazione delle vittime, che si erano messe a urlare rifugiandosi nel camper. La polizia lo ha poi rintracciato mentre si allontanava su un bus della linea 20.