Blitz quotidiano
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Referendum, 419 scienziati e ricercatori per un “pacato sì”

ROMA –  La riforma costituzionale incassa l’appoggio da parte di 419 scienziati e accademici, che al referendum si esprimeranno con un “pacato sì”, evitando cioè la delegittimazione di quanti sostengono il “no”. L’appello – che mira a raggiungere in settimana le 500 adesioni – sta girando da settimane attraverso le comunicazioni personali nel mondo universitario e sarà presentato il 26 ottobre pomeriggio a Milano al Museo della scienza. Tra i sottoscrittori illustri accademici sia in materie scientifiche, come il fisico Ugo Amaldi, sia provenienti dalle facoltà umanistiche, come lo storico Lucio Villari o il filosofo Tullio Gregory.

“Fin da questo inizio d’una discussione che si protrarrà nel tempo – si legge nell’appello pubblicato sul sito pacatosi.org – vogliamo dire il nostro rispetto per i giuristi e i costituzionalisti nostri colleghi che hanno spiegato le ragioni del loro no alla riforma. Noi non ci riconosciamo in quell’appello, ma crediamo che coloro che lo hanno sottoscritto abbiano a cuore i principi e le istituzioni democratiche a cui la Costituzione ha dato fondamento e respiro in questi settant’anni. Sono gli stessi principi e istituzioni democratiche che noi intendiamo difendere e promuovere col nostro sì”.

“Infatti – scrivono i 400 – abbiamo maturato la scelta di votare sì alla consultazione referendaria, perché siamo convinti, che proprio gli interventi introdotti dalla riforma – soprattutto quelli volti a sveltire il processo legislativo e a dare una rappresentanza più effettiva alle autonomie locali – possano rafforzare la Costituzione e contribuire a ricentrare sulla Costituzione il futuro politico del Paese”.

“Voteremo sì e chiediamo di votare sì al referendum – spiega l’appello – proprio perché siamo convinti che la Costituzione abbia bisogno di essere difesa e valorizzata: non fossilizzandola, ma modificandone, quando necessario e nella piena adesione alle procedure stabilite con lungimiranza dalle madri e dai padri costituenti, ciò che serve a dare ancor più forti garanzie all’impianto sostanziale di diritti e doveri che essa fonda”.

“La Costituzione italiana – prosegue l’appello – è stata minacciata più volte nei sette decenni che ci separano dall’elezione della Costituente. Ma ci pare sia stata non di meno pericolosa anche l’impotenza manifestata lungo i decenni nei quali costituzionalisti e parlamentari non riuscivano a trovare gli strumenti necessari a modificare istituti superabili, come il bicameralismo perfetto, e a introdurre strumenti di rappresentanza e di ammodernamento che già i Costituenti ritenevano ineludibili”.

“Un sì – insistono i 403 – che ritiene la riforma perfettibile, ma come tale necessaria e utile per un periodo non breve, alla stabilità delle nostra democrazia. Un sì che è consapevole del fatto che la decisione a cui saremo chiamati non è un giudizio sull’esecutivo, ma l’atto che permetterà ai governi del paese di agire con l’efficacia richiesta da tempi gravi come quelli stiamo attraversando. Un sì che ci permette di esprimere con ragionevolezza, equanimità e misura, opinioni che speriamo possano convincere le concittadine e i concittadini di opposto avviso, in una campagna che non vogliamo si riduca ad un duello di tifoserie, ma che riteniamo possa diventare dialogo e dibattito all’altezza dell’appuntamento storico-politico che ci attende e dal quale il patriottismo costituzionale del paese e l’unità nazionale usciranno rafforzati”.