Blitz quotidiano
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Reggio Emilia, rivolta pasta migranti: “Dateci spaghetti”

REGGIO EMILIA – Dopo la “rivolta dei maccheroni” perché erano scotti, a Reggio Emilia i migranti adesso vogliono un nuovo formato di pasta: “Dateci gli spaghetti“. Anche questa volta la notizia è riportata dal Resto del Carlino. E le associazioni (la Dimora d’Abramo e Il Locomotore) che si stanno occupando di fornire loro dei pasti caldi adesso stanno pensando di assumere uno chef pakistano che possa dar loro da mangiare anche specialità non prettamente italiane.

Racconta il Resto del Carlino:

«Quello che ci danno da mangiare non è buono – dice un immigrato africano -. Ogni giorno cous cous o pasta, ma ogni tanto vorremmo cambiare e gustarci gli spaghetti». Gli replica però un suo conterraneo, Dandu, 19 anni. «E’ vero, qui non ci servono piatti tipici africani, però quelli italiani sono buoni, non ci sono problemi». «Ok la pasta – aggiunge il 25enne Khan Saeed, assieme a un suo connazionale, entrambi provenienti dal Pakistan -, ma il riso proprio non è cucinato bene. L’ho mangiato 2-3 volte in un mese: ho avuto problemi di digestione e sono stato male di stomaco». «Non va bene quello che ci servono in mensa – ammette Abdul Basi, 25 anni -. C’è troppa acqua nel riso e la pasta è troppo dura».

Quanto poi all’ipotesi dello chef pakistano:

«Stiamo parlando coi vari gruppi di profughi – spiega Luigi Codeluppi, presidente della Dimora d’Abramo – per capire qual è il reale problema, perché, in realtà, non è ancora emerso in maniera chiara. E non è in arrivo nessun cuoco pachistano. Anche perché altrimenti dovremmo chiamarne uno per ogni etnia che viene a mangiare alla mensa. E sono 15-16. Lo ripeto, qui il cibo varia ogni giorno ed è di ottima qualità».