Cronaca Italia

Renato Squillante è morto. Il giudice dei processi Sme e Imi-Sir aveva 92 anni

Renato Squillante è morto. Il giudice dei processi Sme e Imi-Sir aveva 92 anni

Renato Squillante è morto. Il giudice dei processi Sme e Imi-Sir aveva 92 anni (Foto Ansa)

ROMA – E’ morto a Roma il giudice Renato Squillante, coinvolto nell’inchiesta sulle sentenze Sme e Imi-Sir. Aveva 92 anni. Squillante fu negli anni ’90 capo dell’ufficio dei giudici per le indagini preliminari di Roma.

La notizia della morte è stata data con un necrologio sul quotidiano Messaggero e il Giornale dai suoi familiari. “Le hai percorse più volte, le scale della vita – è scritto nel necrologio – tenace, gioioso, profondamente umano. Capace di trattar da pari gli umili e i potenti. Sempre pronto a batterti, sempre schivo a mostrarti. Te ne sei andato come hai vissuto, libero, lucido, a modo tuo”.

Sul Messaggero anche un messaggio di cordoglio di Stefania Craxi, figlia dell’ex presidente del consiglio Bettino, e sul Giornale il cordoglio di Paolo Berlusconi, fratello di Silvio. I funerali si svolgeranno venerdì 4 agosto alle 9:30 a Roma, nella chiesa di Sant’Eugenio, in viale delle Belle Arti 10.

Il magistrato venne condannato in primo e secondo grado a 8 e 7 anni con l‘accusa di corruzione in atti giudiziari ma nel 2006 fu assolto dalla Cassazione che non ravvisò, dietro quei passaggi di somme destinate a Squillante e stimate superiori a un miliardo di lire, corruzione ma “intermediazione fra privati”.

Ricorda Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera: 

Squillante, condannato a 7 anni in appello (erano 8 in primo grado) per corruzione in atti giudiziari (la richiesta era di 11 anni), nel 2006 fu assolto dalla Cassazione («Non fu corruzione ma “intermediazione tra privati”»). Secondo la sentenza di primo grado in realtà il ruolo di Squillante era stato abbastanza preciso: avendo saputo che un suo amico avvocato, Francesco Berlinguer, era conoscente e compaesano di uno dei giudici di Cassazione che dovevano giudicare sulla cessione del gruppo industriale, aveva convinto Berlinguer prima a incontrare i Rovelli, e poi a perorare la loro causa con il giudice. Due anni dopo, quando i Rovelli vincono la causa e pagano estero su estero l’intermediario Cesare Previti (avvocato e poi deputato berlusconiano) e gli altri avvocati, sui conti di Squillante approda in contanti più di un miliardo e mezzo di lire. Ma per la Cassazione il reato di corruzione non c’è.

 

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