Cronaca Italia

Riccardo Vincelli e Manuel, intercettazione fatale: “Ti sei tolto i calzini?”

Riccardo Vincelli e Manuel, intercettazione fatale: "Ti sei tolto i calzini?"

Riccardo Vincelli e Manuel, intercettazione fatale: “Ti sei tolto i calzini?” (nella foto Ansa, le due vittime)

PONTELANGORINO – Riccardo Vincelli e il suo amico Manuel traditi da una intercettazione nella caserma dei carabinieri di Pontelangorino, dove i due ragazzi sono stati incastrati e hanno poi confessato il duplice omicidio di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni, genitori di Riccardo.

Giusi Fasano sul Corriere della Sera spiega:

“Te li sei tolti i calzini?” chiede uno dei due all’altro che risponde “Sì, questi sono puliti. “E le scarpe?” gli chiede ancora l’amico e lui lo rassicura: “Le ho cambiate, guarda…”. È un passaggio dell’intercettazione ambientale avvenuta nella caserma dei carabinieri e che ha incastrato Manuel e Riccardo.

Avevano paura di essere visti mentre portavano via i cadaveri il 16enne e il 17enne in carcere minorile per il duplice delitto. Per questo alla fine i corpi – che nel piano originario dovevano scomparire in acqua – sono rimasti nella villetta di Pontelangorino di Codigoro (Ferrara), dopo essere stati massacrati a colpi di scure, nella notte tra lunedì e martedì, dal più grande dei due su mandato del 16enne con la promessa di denaro, 80 euro dati in anticipo.

In particolare è stato il figlio delle vittime a tirarsi indietro, proprio per timore che qualcuno li vedesse o che venissero intercettati mentre in auto avevano i due corpi. Questo almeno ha riferito negli interrogatori il 17enne. Entrambi hanno confessato. Il piano iniziale prevedeva che i due cadaveri venissero trasportati in auto e poi gettati nel fiume con pietre, che dovevano essere prelevate dal giardino di casa, legate ai piedi.

Intanto in serata, sabato 14 gennaio, la fiaccolata organizzata dal parroco Don Marco con partenza davanti alla villetta e itinerario lungo le vie di Pontelangorino fino alla chiesa. Era stato chiesto di portare un fiore commemorativo e di accendere candele nella abitazioni. Presenti diversi rappresentati delle istituzioni. La villetta è in mezzo ad altre case, e – tornando alle indagini – proprio questo è uno dei motivi per cui non hanno portato via i cadaveri. I corpi dovevano essere caricati sulla Opel Corsa, già con i sedili abbassati per fare posto ai cadaveri, parcheggiata vicino al garage.

Quindi l’operazione poteva essere vista da qualcuno. Inoltre sarebbe stato rischioso, oltretutto per due minorenni senza patente, girare in auto con i cadaveri a bordo. A bordo della Opel sono stati compiuti prelievi dai Carabinieri della scientifica di Ferrara, anche per capire chi ha abbassato i sedili. Tutti i reperti raccolti nella varie fasi dell’inchiesta, comunque, verranno inviati al Ris di Parma per le diverse analisi che dovranno ‘blindare’ con prove scientifiche le confessioni dei due ragazzi. A

d esempio, verranno analizzati anche i mozziconi raccolti nella ‘dependance’ della villetta, dove spesso alloggiava il 16enne e dove sono andati entrambi la notte del duplice omicidio. I due sono stati lì, tra dependance e villetta, dalle 22 alle 5 del mattino. Alle 22 sono andati via dalla casa del 17enne e alle 5 del mattino ci sono tornati. Questo quadra anche con quanto hanno visto i genitori del 17enne. Le cicche verranno analizzate per capire se i due avessero fumato stupefacente, ma i ragazzi hanno detto che non erano ‘fatti’.

E analisi tossicologiche sono previste nelle autopsie sulle due vittime fissate per lunedì mattina. Pure in questo caso si tratta di uno scrupolo per capire se i coniugi fossero stati narcotizzati. In realtà il padre si sarebbe svegliato quando il 17enne ha cominciato la sua azione omicida. Lo dimostrerebbero anche gli occhiali ritrovati sotto il letto, dove sarebbero finiti per un atto violento. Gli inquirenti stanno ancora lavorando sul movente per completare il quadro, anche se resta pure l’idea che un movente vero e proprio non ci sia.

L’assassinio sarebbe stato comunque organizzato dalla sera alle 7 in poi. Quello che è certo è che il 16enne voleva i genitori morti. Frattanto ha ricevuto centinaia di ‘mi piace’ il post su Facebook con cui Alessandro Vincelli, il fratellastro del 16enne, che abita a Torino, ha salutato il padre e la sua nuova compagna. “Addio papà addio Nunzia sei stata una seconda madre, avete sempre lavorato duramente e avete cercato di dare” al mio fratellastro “tutto quello che potevate dargli. Resterete nel mio cuore per sempre”. Molti anche gli affettuosi commenti.

To Top