Blitz quotidiano
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Ricercatrice zittisce ministra Giannini: “Cosa si vanta?”

Stefania Giannini, la ministra fa ua gaffe su Fb: loda la ricerca italiana per 30 ricercatori premiati, una di loro le fa notare che 17 su 30 sono cervelli in fuga

ROMA – Ministra Stefania Giannini zittita da ricercatrice: 17 borse su 30… La ricercatrice in linguistica Roberta D’Alessandro è fra i 30 bravi vincitori italiani delle prestigiose borse di studio Erc e si è vista costretta a replicare e “zittire” il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che su quei premi se ne è uscita davvero a sproposito con un post di elogio della ricerca italiana su Facebook. “Un’ottima notizia per la ricerca italiana”, ha scritto, esaltandosi per un non meglio specificato “terzo posto insieme alla Francia”.

Ricerca italiana? Paroloni. Dei 30 vincitori di passaporto italiano solo 13 lavorano e fanno ricerca in Italia. Gli altri 17 lavorano e fanno ricerca all’estero, come Roberta D’Alessandro appunto che sta sviluppando delle interessanti ricerche a Leida in Olanda. Stefania Giannini cita il terzo posto insieme alla Francia: anche qui, più delle lodi al sistema Italia sarebbero serviti dei mea culpa. I ricercatori italiani vincono non grazie, ma a dispetto delle istituzioni e della classe dirigente italiane.

Roberta D’Alessandro ha affidato a Facebook il suo sfogo: “Abbia almeno il garbo di non unire, al danno, la beffa e di non appropriarsi di risultati che italiani non sono. Proprio come noi”

In effetti il bando europeo ERC Consolidator premia i ricercatori consentendogli di spendere la loro dote ovunque preferiscano: ebbene su 30 italiani ben 17 hanno scelto di spenderla fuori dai confini nazionali. Di più: per 17 ricercatori che vanno non ce n’è nemmeno uno che entra. Per dire nel Regno Unito lavoreranno 67 ricercatori “premiati”: ai 26 vincitori in loco si aggiungono ben 41 vincitori provenienti da altri paesi europei. E’ quello che la brava ricercatrice italiana cerca di spiegare a Stefania Giannini.

“Non mi sento parte della ‘ricerca italiana': il mio problema principale che ho riscontrato quando ho letto il tuo articolo è che ‘la ricerca italiana’ a me, che studio molte lingue, risulta significare ‘la ricerca svolta in Italia’, non ‘la ricerca svolta da persone con passaporto italiano’. Perché se viene un turco a lavorare in Itaia quella non è ricerca turca: è ricerca italiana. Quella che faccio io invece, abitando in Olanda, è ricerca olandese, tant’è vero che i rapporti io li mando al ministero olandese, non a quello italiano. E quindi ho scritto: “cara Ministra, io non faccio parte della ricerca italiana”. (Intervista di Roberta D’Alessandro su UniNews24)