Cronaca Italia

Rigopiano, la funzionaria in Prefettura: “Valanga? Invenzione di un imbecille”

Rigopiano, la funzionaria in Prefettura: "Valanga? Invenzione di un imbecille"

Rigopiano, la funzionaria in Prefettura: “Valanga? Invenzione di un imbecille”

ROMA – Rigopiano, la funzionaria in Prefettura: “Valanga? Invenzione di un imbecille”. E’ possibile che i mitomani in circolazione siano davvero tanti e invadenti, altrimenti non è spiegabile il comportamento della funzionaria al centralino emergenze della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara: alle 18 e 20 l’hotel era crollato da quasi un’ora, ma per lei la telefonata di Quintino Marcella che annunciava il disastro era una “bufala”, una roba da “imbecilli” che giocano col telefonino. In questo caso, però, bisogna dire che si è trattato di un equivoco, perché la funzionaria pensava si parlasse di una stalla, la stalla di un agricoltore molto famoso da quelle parti. La stalla le cui pecore erano rimaste incastrate poco prima e per la quale era stato lanciato apposito allarme.

Tornando alla conversazione, Marcella stava solo comunicando il messaggio whatsapp del cuoco dell’albergo, un testimone oculare confinato nella trappola del resort collassato sotto il peso della slavina. Il tenore della telefonata dimostra una ostinazione incomprensibile a dar credito a un uomo maturo e informato, non certo un ragazzino in vena di scherzi. Di seguito il testo delle conversazione riportato da Fabio Tonacci su Repubblica e acquisito agli atti dell’indagine.

Marcella: «Mi sente?».
Funzionaria: «Sì che la sento ».
M: «Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp cinque minuti fa, l’albergo di Rigopiano è crollato, non c’è più niente… Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli… intervenite, andate lassù».
F: «Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli».
M: «No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto… sta piangendo, è in macchina… lui è uno serio, per favore».
F: «Senta, non ce l’ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono (…). Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire?». (Fabio Tonacci, La Repubblica)

L’equivoco dura per tutti i 5 minuti della telefonata di Quintino Marcella, che il centralino del 113 girò alla sala operativa del Ccs, il Centro di coordinamento dei soccorsi attivato la mattina del terremoto in Prefettura:

F: «Come si chiama quel cuoco?».

M: «Giampiero Pareti. È quello della pizzeria, è il figlio di Gino… ».

F: «Sì, lo conosco benissimo il figlio di Gino, conosco lui, conosco la mamma. È da stamattina che gira ‘sta cosa. Il 118 mi conferma che hanno parlato col direttore due ore fa, mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene».

M: «Ma come è possibile?».

F: «La mamma dell’imbecille è sempre incinta. Il telefonino… si vede che gliel’hanno preso… ».

M: «Ma col numero suo?».

F: «Sì». (Fabio Tonacci, La Repubblica)

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