Cronaca Italia

Rigopiano: prefettura Pescara chiamò Bruno Di Tommaso alle 17.40 del 18 gennaio

Rigopiano: prefettura Pescara chiamò Bruno Di Tommaso alle 17.40 del 18 gennaio

Rigopiano: prefettura Pescara chiamò Bruno Di Tommaso alle 17.40 del 18 gennaio (nella foto Ansa, la mail inoltrata dall’hotel)

FARINDOLA – Alle 17,40 circa del 18 gennaio la Prefettura di Pescara avrebbe chiamato il direttore dell’hotel Rigopiano Bruno Di Tommaso per chiedere cosa stesse succedendo lassù, a seguito delle prime telefonate allarmate di Giampiero Parete. Di Tommaso, che si trovava a Pescara, alla funzionaria della Prefettura avrebbe confermato di non avere notizie di valanghe, anche se non aveva sentito di recente gli operatori rimasti a Rigopiano.

E’ questo, secondo gli inquirenti, che potrebbe aver ingenerato il primo ‘equivoco’ sulla gravità degli eventi. I successivi tentativi di Quirino Marcella, allertato da Parete, sarebbero così stati definiti come ‘bufala’, assieme ad altri falsi allarmi valutati nella giornata convulsa del 18. Queste telefonate non sono state ancora acquisite dagli inquirenti, ma lo saranno a breve. In procura a Pescara intanto si è tenuto un vertice tra magistrati e forze dell’ordine per fare il punto sulle indagini.

La risposta alla telefonata – i tabulati telefonici diranno che a parlare è una professionista della Prefettura esperta nella gestione delle emergenze – è di totale incredulità, al punto che il Marcella pensa di essere stato scambiato per un mitomane: “Ancora questa storia? Abbiamo verificato, abbiamo sentito l’albergo, la notizia è stata smentita, è una delle tante bufale di questi giorni”.

La funzionaria non crede al suo interlocutore che insiste: ma intanto quasi un’ora e mezza di prezioso tempo si frappone tra allarme e mobilitazione dei soccorsi. Il nastro registra momenti dialogo al limite del grottesco se nel frattempo non si stesse consumando la tragedia.

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