Cronaca Italia

Rigopiano, recuperati altri due corpi: morti salgono a 27. Ancora 2 dispersi

Rigopiano, recuperati altri due corpi: morti salgono a 27. Ancora 2 dispersi

Rigopiano, recuperati altri due corpi: morti salgono a 27. Ancora 2 dispersi

PESCARA –  Si continua a scavare nella neve all’Hotel Rigopiano, spazzato via da una valanga nel pomeriggio di mercoledì 18 gennaio. Nella serata di oggi mercoledì 25 gennaio i Vigili del fuoco hanno recuperato altri due corpi senza vita, non ancora identificati, uno di sesso maschile e uno di sesso femminile. Sale quindi a 27 il numero delle vittime recuperati. Ancora due persone mancano all’appello.

C’erano 40 persone nell’hotel Rigopiano quando la valanga ha investito la struttura: 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, compresi il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane.

Due persone, il cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell’hotel, Fabio Salzetta, si sono salvati perché al momento della slavina si trovavano all’esterno dell’albergo. Sono stati recuperati dagli uomini del soccorso alpino all’alba di giovedì scorso. Dalle macerie i vigili del fuoco hanno poi estratto vive, tra la giornata di venerdì e l’alba di sabato, 9 persone: la moglie e il figlio di Parete, Adriana Vranceanu e il piccolo Gianfilippo; tre bambini, l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo, e altre 4 persone. Si tratta di Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi.

Le vittime al momento estratte sono invece 27: 14 uomini e 13 donne. Di queste ne sono state identificate 12: Sebastiano di Carlo e la moglie Nadia Acconciamessa, Piero di Pietro e la moglie Barbara Nobilio, Paola Tomassini, Stefano Feniello, Marco Vagnarielli, l’amministratore dell’hotel Roberto Del Rosso, il receptionist Alessandro Riccetti, il maitre Alessandro Giancaterino, il cameriere Gabriele D’Angelo, l’estetista Linda Salzetta. Ancora 2 i dispersi.

Le speranze sono ormai ridotte a zero. L’unico obiettivo rimasto a chi sta scavando senza sosta è trovare prima possibile tutti i corpi sepolti sotto la neve e le macerie. Per chiudere finalmente la macabra conta delle vittime e abbandonare prima possibile quella montagna piena di dolore.

Non manca molto, a questo punto: in 48 ore i vigili del fuoco hanno tirato fuori da quel che resta dell’hotel 16 vittime; 9 le hanno estratte martedì e 9 mercoledì. Queste ultime sono sei donne e tre uomini: i loro corpi, come la maggior parte di quelli usciti da quell’inferno poche ore prima, erano incastrati tra tronchi d’albero, neve e macerie dell’hotel. Ed erano tutti in un unico ambiente: quello dove, prima che sul Rigopiano si abbattessero centinaia di tonnellate di neve, era il bar.

I vigili del fuoco, in quella zona, c’erano arrivati già due giorni fa. Erano entrati passando dalle cucine e lì avevano avuto già un brutto presentimento: alcuni di quegli ambienti erano rimasti miracolosamente intatti, ma non c’era nessuno. “Speravamo di trovare qualcuno – ripetono ancora oggi – anche se sapevamo bene che stavano per lasciare l’albergo e dunque erano tutti radunati da un’altra parte. Però magari qualcuno era tornato indietro, o si era attardato per qualche motivo in cucina. E se fosse stato così si sarebbe forse salvato”.

Concluse le verifiche nelle cucine, gli Usar, gli specialisti delle ricerche tra le macerie, sono passati al bar. Un’ampia zona tra la sala del camino, dove c’erano alcuni dei sopravvissuti, e l’area ricreativa, dove sono stati estratti vivi i tre bambini. Ma lì dentro la situazione era molto peggio: un unico groviglio di macerie e neve. E di corpi. Qualcun altro, invece, lo hanno recuperato nella zona dove erano le camere: quattro piani venuti giù completamente e schiacciati uno sull’altro.

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