Blitz quotidiano
powered by aruba

Rimborsopoli Basilicata: governatore Pittella condannato, assolto De Filippo

POTENZA – La Corte dei Conti della Basilicata ha condannato il governatore Pd Marcello Pittella, a restituire 20.274,88 euro per l’uso di rimborsi riservati a consiglieri e amministratori tra il 2010 e il 2012, ovvero nella nona legislatura regionale quando era prima consigliere e poi asre. Si tratta di scontrini e fatture di alberghi e ristoranti, rimborsati senza alcuna dimostrazione della effettiva “spesa di rappresentanza”. Rimborsi che la Corte ha ritenuto indebiti. “Erano spese istituzionali e quindi legittime”, hanno ribadito i legali di Pittella.

“Non si comprende, per esempio – scrivono i giudici – come una ricevuta fiscale di un pernottamento di due persone in una località turistica rinomata, in piena estate, possa plausibilmente ricondursi a una esigenza di rappresentanza quando manchi un riferimento a un evento pubblico, anche non istituzionale, che ne giustifichi la relativa imputazione”.

Nella sentenza depositata oggi, 17 novembre, la medesima Corte ha assolto l’attuale Sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo (Pd) per spese riferite allo stesso periodo, quando ricopriva la carica di Presidente della Regione.

I legali di Pittella, Raffaele De Bonis e Luca Di Mase, in una memoria presentata ai giudici contabili nel corso delle udienze, avevano anche evidenziato che tutti i documenti relativi ai rimborsi erano “inerenti alla sua attività istituzionale e di rappresentanza, e di raccolta delle esigenze della collettività lucana”.

Per gli avvocati, inoltre, la condotta di Pittella “appare immune da censure”, ed era “conformata a una prassi più che costante la quale, comunque, non ha mai ricevuto rilievi da parte degli organi di controllo, ossia l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, né tantomeno in occasione delle approvazioni dei bilanci”.

Il prossimo 22 novembre, inoltre, è prevista l’udienza di appello, alla Sezione centrale della Corte dei Conti, relativa a una precedente condanna, riferita agli anni tra il 2009 e il 2010, in base alla quale il governatore (all’epoca consigliere regionale) dovrà risarcire altri seimila euro. I due avvocati hanno quindi sollevato un rilievo collegato alle diverse norme che disciplinano i rimborsi, ovvero quelle del 2000 (poi sostituite da una legge del 2012), con le prime.

“Per la loro strutturazione – secondo gli avvocati – potrebbero aver consentito un’attività di rimborso delle spese che, magari adesso, non è più ritenuta legittima ma che, invece, sotto la loro vigenza potrebbe esserlo stato”. In particolare, il testo del 2000 “prevedeva come unico onere in capo al Consigliere che tutta la documentazione giustificativa fosse a lui intestata”.

Oltre a De Filippo, la Corte dei Conti ha assolto anche altre tre persone, mentre in totale ne sono state condannate 22 (con risarcimenti compresi tra i tremila e i 27 mila euro). Tra i politici condannati a risarcire ci sono l’attuale presidente del Consiglio regionale, Franco Mollica (Udc), che dovrà restituire poco meno di 18 mila euro, l’attuale asre lucano all’agricoltura Luca Braia (Pd), al quale sono stati contestati circa 12.600 euro, e il parlamentare Vincenzo Folino (Si), per una somma di 3.700 euro circa.