Blitz quotidiano
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Rimini, birra calda nei mini market per fermare la movida

RIMINI – Musica, alcolici e schiamazzi. Arriva l’Estate e i sindaci si armano contro la movida selvaggia a colpi di ordinanze. E a Rimini, una delle mete preferite per chi cerca il divertimento sfrenato in costiera romagnola, la guerra anti-schiamazzi si fa con la birra calda. E’ questo il senso dell’ordinanza appena emessa dall’amministrazione cittadina che vieta ai titolari di minimarket e negozi al dettaglio di tenere le bevande alcoliche in frigorifero.

L’obiettivo è evidente: limitare il consumo di alcolici che sono spesso all’origine di schiamazzi o peggio veri e propri disordini. Nel mirino ci sono tutti quei minimarket che tengono le serrande alzate fino a tarda notte e che spesso vendono anche birre e alcolici, a prezzi da supermercato e già belli freschi da consumare in strada.

L’ordinanza, entrata in vigore già dal 1 giugno, punta dunque sul fatto che in pochi si accontenteranno di una birra calda nelle sere di calura estiva. L’unica soluzione è acquistare le bevande al bar, dove i prezzi sono decisamente meno convenienti e dunque il consumo pro-capite si spera venga ridotto.

Chi trasgredisce verrà multato con sanzioni che peseranno non poco sugli incassi della serata: si va dai 300 ai 500 euro. I titolari degli esercizi commerciali del litorale sono già insorti chiedendo al Tar di sospendere l’ordinanza affossa business, ma i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso. Basterà questo a fermare le notti brave?

Del resto Rimini, non è la prima città a ricorrere a metodi fantasiosi per contrastare il fenomeno. A Lucca ad esempio è proibito passeggiare per il centro storico bevendo vino, birra o superalcolici e a Parma è in vigore un provvedimento analogo.

In altre città invece sono stati imposte limitazioni orarie per i locali che trasmettono musica ad alto volume: vedi il caso di  Genova, dove è vietata, dalle 22 alle 7, la musica all’esterno. Coprifuoco a mezzanotte per la musica all’interno dei locali.