Cronaca Italia

Rimini, i genitori dei ragazzi marocchini: “E’ colpa di Guerlin Butungu, lui li ha trascinati”

Rimini, i genitori dei ragazzi marocchini: "E' colpa di Guerlin Butungu, lui li ha trascinati"

Rimini, i genitori dei ragazzi marocchini: “E’ colpa di Guerlin Butungu, lui li ha trascinati”

RIMINI – I genitori dei due ragazzi marocchini di 15 e 17 anni arrestati per gli stupri e le aggressioni di Rimini di sabato 26 agosto si dicono arrabbiati per quello che hanno fatto i loro figli, ma danno la colpa di tutto a Guerlin Butungu, l’unico maggiorenne del gruppo.

Se da un lato Sara, la madre dei due ragazzi, ha detto al Corriere della Sera che li andrà a trovare in carcere a Bologna ma “certo non li perdonerò. E anzi, se avessi davanti quella donna polacca che è stata violentata, le direi con tutto il cuore che mi dispiace”, allo stesso tempo si dice “arrabbiata, molto arrabbiata: con loro due, senz’altro, ma soprattutto col loro amico maggiorenne” perché “sono sicura che è stato lui a trascinarli. I miei ragazzi avevano paura di quello lì, raccontava di aver ucciso delle persone in Africa. Loro due all’inizio hanno provato a nascondere tutto, poi sono crollati, piangevano e mio marito li ha costretti ad andare dai carabinieri”.

Simile la posizione del padre dei due, Mohammed, agli arresti domiciliari. Intervistato da Repubblica, anche lui ha puntato il dito contro il giovane congolese:

“E’ colpa di quello più grande, il congolese. Lui li ha portati in questa situazione. Li ha fatti bere. Gli comprava i telefoni rubati, hanno fatto il giro di molti locali, quella sera. Loro non hanno fatto niente. Non hanno violentato. Avranno rubato, ma niente altro. Anzi, il più grande mi ha raccontato che ha cercato di fermare la violenza, ma l’altro ha continuato Può succedere che uno rubi un cellulare, non che violenti una donna. Se succedesse a mia moglie, o a mia figlia una cosa del genere, io cercherei il responsabile e lo ammazzerei”,

ha detto l’uomo.

“Io ci sono già passato, ho rubato, ma per mangiare. Ho fatto delle risse, sono stato in carcere. Per loro ho fatto tutto quello che potevo. Poi sono tornato in Marocco e ho perso un po’ il controllo dei figli”. Ma adesso “voglio che tutti sappiano che ci dispiace molto per le vittime. I miei figli sono pentiti, me l’hanno detto, e io gli credo. Credo in loro, anche se hanno sbagliato. Se sarà così, dovranno pagare il giusto”.

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