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Rimini, maestra asilo arrestata, maltrattava bimbi: recidiva

ROMA – Rimini, maestra asilo arrestata, maltrattava bimbi: recidiva. Una maestra di 61 anni di una scuola dell’infanzia di Rimini è stata arrestata questa mattina alle 7 dai carabinieri di Rimini per maltrattamenti sugli scolari, bimbi fino a tre anni. In un video degli investigatori sono stati documentati gli schiaffoni, le spinte e sculacciate violente.

Era stata già sospesa dal servizio per dieci giorni nel 2010 a causa della sua aggressività. L’insegnante di scuola materna è stata arrestata  in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Rimini Fiorella Casadei sulle risultanze dell’indagine dei carabinieri e del sostituto procuratore Davide Ercolani. La donna 61 anni è ai domiciliari e sospesa dal servizio.

Le indagini dei militari, con intercettazioni video-ambientali, sono scattate dopo la segnalazione di un’altra insegnante che aveva assistito a una serie di condotte aggressive e violente nei confronti dei piccoli, traumatizzati e terrorizzati. I carabinieri hanno così iniziato a documentare con video giornalieri il comportamento dell’insegnante dal febbraio di quest’anno. Sono emerse le violenze gratuite, gli strattoni e le spinte a cui venivano assoggettati i bimbi.

I carabinieri hanno documentato anche la condizione di timore e soggezione psicologica dei bimbi. Un nonnulla poteva far scattare l’ira della maestra, i bimbi venivano sgridati e minacciati con tono di voce vessatorio; i piccoli strattonati più volte solo perché non erano in grado di tirarsi su da soli i pantaloni oppure perché non riuscivano a raggiungere in tempo un punto nell’aula dove l’insegnante aveva deciso di radunarli.

Insomma, una situazione “abituale” di insostenibile disagio fisico ma soprattutto psicologico, che può, a dire del perito incaricato nominato dal Pubblico Ministero, causare danni irreparabili nelle relazioni comportamentali e sul sistema cognitivo e di apprendimento dei bambini. La donna è stata quindi arrestata per maltrattamenti, considerando soprattutto il pericolo di recidiva specifica in ragione della spiccata pericolosità sociale evidenziata.