Cronaca Italia

Rimini, il mediatore della coop dei migranti: “Alle donne lo stupro piace”

il luogo dello stupro di gruppo a Rimini

Rimini, il lavoratore della coop dei migranti: “Alle donne lo stupro piace”

RIMINI – “Alle donne lo stupro piace“. Questa la frase shock di un utente di Facebook, Abid Jee, che si professa mediatore culturale nella cooperativa Lai Momo che si occupa di migranti. L’uomo, 24 anni e studente originario di Crotone, ha attirato l’attenzione dei media con la frase shock pubblicata sul suo profilo social, in cui spiega che le donne soffrono solo all’inizio della violenza, “poi diventa calma e gode come un rapporto s******e normale”.

La coop ha fatto sapere che indagherà se Jee è davvero un suo dipendente e intanto ha condannato la sua frase e si prepara, in caso il giovane lavorasse realmente per loro, ad allontanarlo immediatamente. Inoltre resta il dubbio che il profilo possa essere falso e che la terribile frase possa essere stata scritta e condivisa solo con la macabra idea di fare una burla online, con i troll di Facebook che si divertono a scatenare la rete e i commenti degli utenti con frasi come questa, che appaiono una palese provocazione.

Claudio Cartaldo sul quotidiano Il Giornale scrive che la frase shock postata su Facebook ha inorridito, tanto quanto il terribile duplice stupro di cui la città di Rimini è stata teatro nella notte tra venerdì 25 e sabato 26 agosto:

“Lo studente ha deciso di commentare con i suoi amici virtuali la tremenda notizia che viene da Rimini, dove una ragazza polacca è stata stuprata ripetutamente da una banda di magrebini che ha pure picchiato il suo amico. “Lo stupro – scrive Lee – è un atto peggio ma solo all’inizio, una volta si entra il pisello poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto s******e normale”.

Interpellata dal Qn, la cooperatva Lai-Momo (che nel 2016 ha registrato un utile di esercizio pari a 883.992 euro grazie alla gestione dei migranti) dice di dover verificare se Jee è davvero un loro collaboratore come afferma su Fb, intanto però si smarca da quanto affermato dal giovane: “Qualora fosse un nostro dipendente – dice la coop – è ovvio che noi riteniamo gravissime, assolutamente, le dichiarazioni che lui ha postato. Qualora fosse un nostro dipendente e domani verificassimo la corrispondenza eventuale con la cooperativa, prenderemo tutti i provvedimenti possibili. Se fosse davvero un nostro dipendente riterremmo incompatibile ogni forma di collaborazione”.

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