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Rimini, Petrit Nikolli ucciso: “Onore si lava col sangue”

RIMINI – Un albanese di 40 anni, Petrit Nikolli, è stato freddato la sera di mercoledì 25 maggio intorno alle 23 con un colpo di pistola alla nuca davanti ad un ristorante di Rivabella (Rimini) sul lungomare Toscanelli. Gli autori dell’omicidio sono stati arrestati a Milano. In poche ore infatti la squadra mobile di Rimini in collaborazione con i colleghi milanesi è risalita agli autori di quello che sembra un regolamento di conti che ha portato alla morte dell’albanese.

Pare che la vittima sia stata raggiunta da una vettura, mentre si trovava in strada, dalla quale è sceso un connazionale, con il quale ha iniziato a discutere animatamente fino a quando il killer ha estratto la pistola, una semiautomatica, sparando alla nuca. L’assassino è poi fuggito con un complice in auto e sul posto sono arrivate le volanti. I sanitari hanno tentato di rianimare l’albanese per oltre mezz’ora, inutilmente. Secondo le indagini della squadra mobile di Rimini tutto nasce in ambito familiare e l’omicidio di Nikolli nasce in un ambito molto simile al ‘kanun’ per cui l’onore si ‘lava’ con il sangue.

Racconta il sito Romagna Noi:

Erano circa le 23 quando l’uomo che si trovava si davanti al ristorante “I Cavalieri  Spiaggia” è stato avvicinato da un’auto dalla quale è sceso un connazionale con il quale è iniziata un’animata discussione conclusasi con lo spuntare di una pistola dalla quale è partito un colpo preciso alla testa che l’ha freddato.

Il killer è poi risalito in auto dove l’aspettava un complice per darsi velocemente alla fuga, mentre il corpo di Petrit Nikolli, un albanese 45enne residente da diversi anni a Rimini, è rimasto lì sull’asfalto in una pozza di sangue. Quando sono arrivati i sanitari del 118 hanno tentato di rianimare l’albanese per oltre mezz’ora, inutilmente.


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