Cronaca Italia

Rimini, viceministro Polonia: “Ci vorrebbe la pena di morte. Ecco i vostri immigrati”

Rimini, viceministro Polonia: "Ci vorrebbe la pena di morte. Ecco i vostri immigrati"

Rimini, viceministro Polonia: “Ci vorrebbe la pena di morte. Ecco i vostri immigrati”

VARSAVIA – “Per le bestie di Rimini ci vorrebbe la pena di morte” e nel loro caso “non sarebbe male tornare alle torture. Ecco i vostri immigrati, li volete in Polonia? Se mai dopo la mia morte”: con queste parole, affidate a Twitter, il viceministro della Giustizia polacco, Patryk Jaki, ha commentato quando avvenuto a Rimini nella notte tra venerdì e sabato, quando un branco di quattro ragazzi nordafricani prima ha stuprato sulla spiaggia di Miramare una turista polacca e picchiato e rapinato l’amico che era con lei sulla battigia e poi ha violentato una p********a transessuale sulla Statale.

La frase del viceministro polacco ha riscosso l’apprezzamento del leghista Roberto Calderoli: “Secondo il vice ministro polacco della Giustizia, Patryk Jaki, per i responsabili dello stupro della ragazza polacca a Rimini, che lui definisce bestie, ci vorrebbe ‘la pena di morte e non sarebbe male tornare alle torture’. Che dire? Che è triste dover invidiare la Polonia e la sua libertà di espressione”.

Intanto è ancora caccia serrata ai quattro aguzzini. Al momento il cerchio delle indagini si starebbe stringendo su quindici sospettati.

Il procuratore capo di Rimini, Paolo Giovagnoli, ha ricevuto lunedì a telefonata del viceministro della giustizia polacco e martedì la mail del procuratore regionale di Varsavia. “Abbiamo una pista, sono fiducioso, la polizia sta lavorando bene, credo si possa arrivare ad una soluzione in tempi brevi”, ha dichiarato il capo della Procura di Rimini. “Rimini d’estate, visti i numeri, attira anche chi vuole delinquere seguendo la scia dei turisti. Ma per la realtà che è, con la sua vita notturna, i milioni di turisti, e chi vi arriva soprattutto per le feste dello sballo, è una città abbastanza sicura”.

Discorso a parte per la spiaggia “nelle ore notturne quando si spengono le luci dei locali, è un posto pericoloso soprattutto per i borseggi”, reati spesso commessi da stranieri che agiscono in maniera isolata” ha concluso Giovagnoli.

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