Cronaca Italia

Risarcito dopo 45 anni per la trasfusione infetta. Ma ormai è morto

Risarcito dopo 45 anni per la trasfusione infetta. Ma ormai è morto
Risarcito dopo 45 anni per la trasfusione infetta. Ma ormai è morto

Risarcito dopo 45 anni per la trasfusione infetta. Ma ormai è morto

BELLUNO – Viene risarcito dopo 45 anni per una trasfusione infetta. Ma nel frattempo l’uomo, originario di Latina e negli anni ’70 in servizio nel Bellunese come carabiniere, è morto.

“La sentenza tiene conto solo dell’invalidità del paziente -spiega l’avvocato di Latina Renato Mattarelli – e non anche del successivo danno da cirrosi epatica e del danno da morte successiva. Per questo gli eredi dell’uomo, che si era illuso di aver superato la malattia, stanno per iniziare una nuova causa contro il Ministero della Salute per ottenere giustizia per la morte del loro congiunto e dei successivi danni”.

«Nella cartella clinica» si legge nella relazione del consulente tecnico riportata nella sentenza, «è riportata la somministrazione di una unità di sangue in data 30 maggio1972 e le scarne notizie riportate sembrano far escludere patologie epatiche preesistenti. Il rischio trasfusionale nel 1972 era piuttosto elevato sia per la mancanza di test che consentissero l’identificazione dei virus epatotropi sia e soprattutto perché la selezione dei potenziali donatori non era sufficientemente accurata con esclusione dei soggetti che presentassero fattori di rischio e inoltre non erano stringenti i controlli sul sangue ed emoderivati di provenienza estera dove era ancora diffusa la pratica dei donatori mercenari». Come conclusione «l’infezione da Hcv è verosimilmente derivata dalla somministrazione di sangue del 30 maggio1972».

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