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Rischio attentati, ecco squadre speciali di super militari

ROMA – Allerta terrorismo, dopo gli attentati di Bruxelles del 22 marzo a Roma sono entrate in servizio due squadre speciali, spiega Arianna Giunti sull’Huffington Post. Un totale di 500 militari arrivati dalle caserme di Milano, Napoli, Venezia, Bari, Palermo, Gorizia, Verona che hanno presidiato piazza San Pietro il giorno di Pasqua, mentre centinaia di fedeli assistevano alla messa. E altri se ne sono aggiunti, a Bologna, Bergamo, Brescia, Padova, Genova e Torino, nei giorni scorsi.

I militari sono stati dispiegati non solo nella capitale ma in tutta Italia, pronti ad intervenire nel caso di attentati. Se ne parlava da novembre, ma gli attentati alla metropolitana e ad uno degli aeroporti di Bruxelles hanno accelerato tutto. A riprova che l’allerta terrorismo è elevato anche in Italia.

Spiega Grandi sull’Huffington Post:

“Nelle maggiori città, infatti, fino ad oggi mancavano squadre di militari stabili nelle caserme che fossero in grado di intervenire in caso di attentati oppure operazioni particolarmente complesse. La decisione di inviare personale antiterrorismo operativo e “stabile” creato ad hoc con le squadre Api (Aliquote Primo intervento) e Sos (Squadre operative di supporto) non è stata dettata in base al grado di “pericolo” riscontrato nelle varie città ma decisa sul numero di abitanti. I super militari, infatti, sono stati inviati nelle caserme di quasi ogni principale città italiana. Con una particolare attenzione al nord est:Padova, Venezia, Verona e Gorizia.

Nelle città più popolose (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Palermo, Venezia, Bari) sono presenti uomini di entrambe le squadre, che vanno dalle 9 alle 24 unità. In quelle più piccole (Genova, Padova, Brescia, Bergamo) solamente le “Api”, che hanno un equipaggio dalle due alle tre unità che dipende direttamente dal comandante del Reparto Operativo.

Viaggiano su veicolo blindato “Land Rover discovery”, vestono le tute da ordine pubblico, sono equipaggiati con scudo, spray, giubbotto antiproiettile, impugnano pistole Beretta 92 F e fucili d’assalto AR 70/90. Ogni equipaggio conta un tiratore scelto. Le direttive sono infatti chiare: intervenire solo in caso di attacchi terroristici o in situazioni molto delicate che richiedano la mano ferma degli specialisti”.

Del resto i requisiti richiesti ai militari di queste due squadre speciali sono gli stessi che vengono richiesti ai “cacciatori”, i militari impiegati anche nella ricerca di latitanti in zone impervie di Sardegna e Calabria. Ma non faranno tutto loro. Questi militari, infatti, serviranno a contenere la situazione fino all’arrivo di altri reparti speciali, i Gis di Livorno. 

 


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