Cronaca Italia

Ristorante “Balena blu” scambiato online per la centrale dei suicidi Blue Whale

Ristorante "Balena blu" scambiato online per la centrale dei suicidi Blue Whale

Ristorante “Balena blu” scambiato online per la centrale dei suicidi Blue Whale

ROMA – Ristorante “Balena blu” scambiato online per la centrale dei suicidi Blue Whale. Potenza della psicosi di massa, beata ignoranza, a voler esser teneri, dei compulsatori digitali: in rete, il profilo Facebook del ristorante ligure “La Balena Blu wine&food” è stato subissato di attenzioni, insulti e commenti negativi per lo più, da utenti che lo hanno scambiato per la centrale del cosiddetto “gioco del suicidio”.

Che si chiama “Blue Whale”, traduzione inglese per “balena blu”: tanto è bastato ad alcuni, particolarmente menomati da paranoia social, per collegare un fenomeno inquietante che riguarda gli adolescenti a una banale bacheca online di un esercizio commerciale.

Riportiamo la storia per documentare l’assurdo corto-circuito logico, non certo per aumentare il prevedibile carico di insofferenza e arrabbiatura del titolare del ristorante che con un post ha voluto avvisare tutti di stare alla larga dal suo indirizzo Fb, nato come ovvio per pubblicizzare il locale e ospitare commenti sulla qualità del servizio.

San raffaele

“Chiedo gentilmente alla gente che ci recensisce per il gioco di SMETTERLA!!!! siamo un bar e le recensioni e la pubblicità le facciamo in modo sano non di certo sulla morte di un sacco di ragazzi!!! A chi ha commentato offendendoci posso solo perdonarvi per l ignoranza e la mancanza di tatto che avete!!!! Prima di recensire informatevi!!!! Grazie La Balena Blu WINE & FOOD”.

Ci associamo a un sentimento di elementare solidarietà verso il ristoratore, cui è capitata la disgrazia non di aver scelto quel nome, ma di aver incontrato sulla sua strada dei farabutti senza volto che infestano il web come le cavallette. “Alcuni giorni dopo il servizio messo in onda in televisione su questo Blue Whale – spiega all’Adnkronos – un troll su Facebook ha scritto che siamo degli assassini e che ci dovremmo vergognare”. Un troll suona il piffero della calunnia malevola, falangi di topi da tastiera seguono ipnotizzati e contenti.

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