Cronaca Italia

Ristoranti in casa, stretta di legge: solo carte di credito e massimo 10 coperti

Ristoranti in casa, stretta di legge: solo carte di credito e massimo 10 coperti

Ristoranti in casa, stretta di legge: solo carte di credito e massimo 10 coperti

ROMA – Solo pagamenti con le carte di credito (perchè deve essere tutto tracciato) e massimo 10 coperti (perchè se continuerà ad essere “a nero” almeno la somma non sarà troppo alta). E’ la stretta di legge per i ristoranti in casa, un fenomeno che negli ultimi anni ha preso sempre più piede come il car sharing e la stanze di casa affittate grazie ad AirBnb, che ha visto fiorire tante piattaforme di prenotazione. Come funzionano? E’ facile, si mette la propria casa e si cucina per estranei che hanno accettato l’invito. Costo: circa 20 euro a testa per ripagare di spesa e disturbo, e per guadagnarci qualcosa.

Cosa cambia? Salvo modifiche e ritocchi che possono essere introdotti con qualche emendamento, la legge stabilisce che l’attività di home restaurant “si avvale di piattaforme tecnologiche che possono prevedere commissioni sul compenso di servizi erogati” su cui vigilerà il ministero dell’Economia. Occorre registrarsi almeno 30 minuti prima di fruire del pasto e pure la cancellazione del servizio prima della sua fruizione deve rimane tracciata. Idem i pagamenti, ammessi esclusivamente attraverso sistemi elettronici e “modalità di registrazione univoche dell’identità”. Quindi occorre il pos.

Un altro vincolo, ricorda Paolo Baroni per La Stampa, riguarda la dimensione di questo tipo di attività: è infatti fissato un tetto giornaliero di coperti, al massimo 10, ed un tetto annuale (non oltre 500). La legge prevede anche che i compensi non possano superare i 5mila euro all’anno, importo sul quale trattandosi di attività saltuaria non si pagano tasse. Se però questa soglia viene superata scatta l’obbligo di dotarsi di partita Iva e di iscrizione all’Inps e poi ovviamente si entra nel normale regime fiscale.

 

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