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Roberta Ragusa, la colf: “Antonio Logli nascose sacchetto”

PISA – Roberta Ragusa, il caso potrebbe sbloccarsi grazie alla fondamentale testimonianza di Margherita Latona, la donna di servizio che lavorava in casa di Roberta e del marito Antonio Logli. La donna racconta cosa ha visto quando, due giorni dopo la scomparsa della donna, si è recata in casa sue per le pulizie.

“Mi sono recata nella camera da letto di Antonio e Roberta – spiega nella testimonianza resa ai magistrati e ripresa dal settimanale Giallo – ed ho iniziato a sistemare la camera, in quanto su di un divanetto ivi collocato vi erano vari maglioni, una mantella di lana colore nero di Roberta, oltre ad un paio di pantaloni in jeans con cintura di Antonio. Ho visto arrivare in camera da letto Antonio Logli, che ha preso un qualcosa che non saprei definire, quindi, nell’allontanarsi, mi ha ringraziato della mia presenza, asserendo che mi avrebbe pagata quanto prima, io dicevo che avrei atteso il ritorno di Roberta, ma l’uomo con un’esclamazione dava l’impressione di essere pessimista su tale possibilità”.

“Passando davanti alla cucina, ho notato seduto fronte alla porta Antonio che stava parlando, con voce molto bassa, direi bisbigliando, con un uomo che mi dava le spalle e che credo di aver riconosciuto per il di lui padre Valdemaro. Mi sono recata nel bagno dove ho effettuato le pulizie. Trascorso qualche ulteriore minuto, ho sentito Antonio e l’altro uomo camminare nel corridoio e dirigersi verso l’uscita. A questo punto Logli è venuto in bagno frettolosamente per prendere il bastone che consente l’apertura della botola che porta in soffitta e, per passare a fianco a me, mi ha dato anche una spinta involontaria. Senza dire alcuna parola, ha preso l’oggetto, è andato in corridoio ed ha aperto la botola che conduce in soffitta quindi vi è salito”.

“Ricordo che nel bagno in un secchio c’erano degli stracci da pavimento e da spolvero bagnati. Nel frattempo, iniziavo a stendere dei panni fuori dalla finestra ed in tale occasione ho sentito un rumore di abrasione sul pavimento del cortile, quindi affacciandomi ho notato Antonio che, stando inginocchiato a terra, stava grattando con insistenza il pavimento, con qualcosa che non sono riuscita a vedere, ma sicuramente di metallo. Il gesto che lui faceva, era quello di una persona che vuole cancellare qualcosa e ciò mi è sembrato particolarmente strano. Mentre Antonio effettuava la predetta operazione, aveva al suo fianco una busta in nylon di colore giallo ocra, del tipo della spesa. Tale busta mi sembra fosse riempita fino alla metà ed ho avuto l’impressione contenesse qualcosa di simile a panni bagna-ti e comunque pesanti”.

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