Blitz quotidiano
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Roberta Ragusa, svolta. Tre oggetti: anello, lame, tronchesi…

PISA – Roberta Ragusa, il caso potrebbe essere a una svolta grazie a tre oggetti. Tre oggetti, ritrovati in posti diversi e in periodi diversi, che però messi insieme potrebbe raccontare l’epilogo della vita della mamma scomparsa a gennaio 2012 dalla provincia di Pisa. A parlarne è Fabrizio Peronaci, giornalista del Corriere della Sera che sulla sua pagina Facebook scrive:

Il triste caso di Roberta Ragusa è ormai avviato a una soluzione, grazie al contributo di testimoni oculari e di persone a conoscenza di indizi rilevanti, già acquisiti, almeno in parte, dalla Procura di Pisa. Dopo che una vigilessa ha portato l’attenzione sul boschetto nei pressi della stazione di San Giuliano Terme, dove furono notati dei movimenti sospetti e non si esclude che sia stata sepolta la povera Roberta, e che una volontaria della Protezione civile ha rivelato di essere stata minacciata dopo aver parlato di un incendio scoppiato nello stesso boschetto nel marzo 2012, l’attenzione, in questa domenica che cade a 4 anni e mezzo esatti dalla scomparsa, si concentra su tre OGGETTI di cui non si è mai parlato. Essi potrebbero rappresentare elementi fattuali di PROVA in un eventuale processo davanti a una Corte d’assise, che si vanno ad aggiungere alla possibile deposizione in aula di alcune o tutte le 19 persone già segnalate come possibili testimoni. Gli oggetti-indizi sono i seguenti: un anello, una tronchesi, una lametta di una taglierina.

1) L’anello, appartenuto alla povera Roberta, è stato trovato attorno all’abitazione familiare di via Ulisse Dini 210, a Gello, nella quale la donna non è mai più rientrata, dopo quella tragica notte del 12 gennaio 2012. In particolare, fu recuperato sul lato destro della casa, sul terreno al di sotto della finestra del bagno, o immediatamente all’esterno, nell’area in cui furono notate insolite manovre in quelle stesse ore. Inspiegabilmente, di tale ritrovamento non è mai stata data notizia.

2) Una tronchesi, idonea a tagliare ad esempio le maglie di una rete di recinzione, o altri oggetti metallici, è stata recuperata nelle ultime settimane all’interno del boschetto da persona che si dichiara disponibile a consegnare l’oggetto, unitamente alla propria deposizione, nelle mani del sostituto procuratore o del capo della Procura della Repubblica competente.

3) Alcune lamette di una taglierina (genere “cutter”, con manico in plastica) sono state avvistate nel boschetto vicino la stazione di San Giuliano, nello stesso terreno da cui sbucano lembi di un bustone chiaro, del genere di quelli utilizzato da operatori cimiteriali. Tali lamette presentano macchie sospette, scure e come raggrumate, forse di natura biologica. Ringrazio dell’attenzione, confidando nell’attesa soluzione del caso. Ciao a tutti, Fabrizio ps. Un pensiero va ancora una volta ai figli di Roberta