Cronaca Italia

Roberto Scipilliti, vigile del fuoco ucciso a Savoca: fermata Fortunata Caminiti

Roberto Scipilliti, vigile del fuoco ucciso a Savoca: fermata Fortunata Caminiti

Roberto Scipilliti, vigile del fuoco ucciso a Savoca: fermata Fortunata Caminiti (Foto Ansa)

MESSINA – Una donna è stata fermata per l’omicidio del vigile del fuoco scomparso il 5 gennaio scorso e il cui corpo senza vita è stato trovato il 14 gennaio a Savoca, vicino Messina. Fortunata Caminiti, 47 anni, è stata fermata con l’accusa di omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere nell’inchiesta sulla morte di Roberto Scipilliti, 56 anni. Gli investigatori grazie alle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza hanno individuato l’auto usata per il delitto. La vettura era stata noleggiata e così gli agenti sono riusciti ad identificare la Caminiti, che aveva presentato documenti falsi.

L’auto era stata restituita con un giorno di ritardo e la donna si era giustificata dicendo che a bordo della vettura vi era stata una lite violenta e che alcuni suoi amici erano ricoverati in ospedale. I militari sono risaliti alla donna, che era stata arrestata insieme al marito latitante Fabrizio Ceccio qualche giorno fa all’imbarco dei traghetti a Messina.

I noleggiatori dell’auto hanno denunciato agli inquirenti che durante la pulizia della vettura il vano portaoggetti sotto al sedile anteriore è stato ritrovato pieno di sangue su cui galleggiava una penna. Caminiti è stata sottoposta a fermo nell’ospedale di Taormina, dove è ricoverata per pancreatite, dopo essere stata arrestata e rilasciata lo scorso 16 gennaio.

Ceccio era ricercato da aprile dell’anno scorso per associazione per delinquere finalizzata alle truffe, al riciclaggio ed alla ricettazione. I due avevano documenti falsi e nell’auto sono state trovate una Beretta calibro 22 e una Sig Sauer calibro 9, alcuni telefoni cellulari, e 60 proiettili.

Il vigile del fuoco era scomparso il 5 gennaio scorso da Roccalumera e la sua auto era stata trovata a Santa Teresa Riva. Il cadavere dell’uomo era stato ritrovato il 14 gennaio in contrada Rina a Savoca. In passato la vittima fu coinvolta in una indagine per truffa, estorsione e falso. Proprio questa vicenda giudiziaria collega il pompiere ai coniugi Ceccio.

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