Cronaca Italia

Rodolfo Corazzo uccise ladro in casa: è stata legittima difesa, accuse archiviate

Rodolfo Corazzo uccise ladro in casa: è stata legittima difesa, accuse archiviate

Rodolfo Corazzo uccise ladro in casa: è stata legittima difesa, accuse archiviate

MILANO – Rodolfo Corazzo uccise il ladro entrato nella sua casa per legittima difesa. L’odissea giudiziaria del gioielliere di Rodano, nella provincia di Milano, è iniziata il 24 novembre 2015 quando sparò al rapinatore che insieme a due complici si era introdotto nella sua casa e si è conclusa il 14 marzo 2017 con l’archiviazione delle accuse di omicidio colposo per eccesso di legittima difesa.

Il gip di Milano Donatella Banci Buonamici, come richiesto dal pm Grazia Colacicco, ha archiviato l’inchiesta a carico del gioielliere difeso dall’avvocato Pietro Porciani, che ha commentato l’archiviazione esprimendo piena soddisfazione:

“Siamo soddisfatti dell’esito giudiziario della vicenda, spero che Corazzo possa finalmente tornare a vivere una vita giuridicamente tranquilla. Mi auguro che come lui potrà tornare a dedicarsi agli affetti della sua famiglia, così potranno fare tutti coloro che hanno vissuto vicende simili. Mi auguro che il legislatore lavori affinché ogni persona possa difendersi senza conseguenze, dentro e fuori le mura di casa sua”.

La storia di Corazzo inizia quella sera del 24 novembre 2015, quando appena tornato dal lavoro parcheggia la moto nel garage della sua villetta a Rodano e viene assalito da tre rapinatori armati e col volto coperto. L’uomo è stato picchiato e trascinato in casa dove c’erano la moglie e la figlia di 11 anni, dove i rapinatori si sono fatti consegnare orologi, gioielli e soldi. Poi non contenti hanno minacciato di morte la figlia in cerca della seconda cassaforte e l’hanno allontanata dai genitori per due ore, convinti di poter ottenere dalla bimba le informazioni.

Dopo ore di terrore, il gioielliere riuscì a prendere la sua pistola Glock, regolarmente detenuta, e sparò un colpo in aria, a cui i rapinatori risposero esplodendo diversi colpi da due pistole risultate rubate. In tutto vennero sparati dieci colpi, sette dai banditi e tre dal gioielliere, di cui uno mortale. Nella sparatoria rimase u****o Valentin Frrokaj, albanese di 37 anni, ergastolano e latitante, mentre gli altri due malviventi riuscirono a fuggire. Il gioielliere, come ha scritto il pm nella richiesta di archiviazione accolta dal giudice, si era trovato davanti ad un “pericolo concreto” e ha reagito sparando per difendere la “propria incolumità” e quella “della moglie e della figlia”.

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