Blitz quotidiano
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Rom morde agente, gli ruba la pistola e fugge da Questura

ROMA – Ha morso un agente all’improvviso, gli ha sfilato la pistola dalla fondina e gliel’ha puntata contro. E così, seminando il panico nell’Ufficio immigrazione della Questura a Tor Sapienza (Roma) è riuscito a fuggire scavalcando un muro. E’ la ricostruzione dell’incredibile fuga di un rom da una caserma di Roma. Fuga avvenuta nel pomeriggio di mercoledì 27 aprile. L’uomo, un nomade di 30 anni con una fedina penale corposa per una serie di reati commessi soprattutto in Francia, era stato fermato per un controllo da una pattuglia.

Dopo il fermo è stato portato all’ufficio immigrazione (che si trova all’interno di una vera e propria caserma) per l’identificazione e ulteriori controlli. Fiutando il pericolo e un possibile arresto il rom ha approfittato dell’unico momento in cui gli agenti gli hanno tolto le manette per mettere in atto il suo piano. Il racconto de Il Messaggero firmato da Marco De Risi:

 

E’ riuscito a fuggire dall’Ufficio immigrazione della Questura. Un nomade ha morso un agente e lo ha rapinato della pistola d’ordinanza estraendola dalla fondina. Così ha tenuto sotto tiro i due poliziotti che dovevano controllarlo fino a quando non ha scavalcato un muro di cinta ed è fuggito. L’evasione è avvenuta martedì pomeriggio nella caserma di via Teofilo Patini, a Tor Sapienza. Il ricercato è un romeno, un nomade sui trent’anni, che è riuscito a far perdere le tracce.
Tutto è iniziato nel primo pomeriggio, quando una pattuglia della polizia, in periferia Est, ha fermato un uomo che riteneva potesse essere un malvivente. L’intuito degli agenti è stato premiato: l’uomo, infatti, è risultato essere uno zingaro ricercato in Francia per una lunga sfilza di reati contro il patrimonio. Per lui sono scattate le manette ed è iniziata la trafila che riguarda tutti gli stranieri che compiono reati in città e una pattuglia lo ha portato all’Ufficio immigrazione della Questura. Una caserma vera e propria: filo spinato, porte rinforzate, grate alle finestre. Il nomade sarebbe dovuto andare al reparto di polizia scientifica per essere fotosegnalato e per questo gli sono state tolte le manette. Con una mossa fulminea, però, ha dato un morso a una gamba di un agente e contemporaneamente ha estratto dalla fondina la pistola del secondo agente. Così in pochi secondi, impugnando una pistola calibro 9, ha potuto fare quello che voleva e, minacciando gli agenti con l’arma ha raggiunto un muro e, dopo averlo scavalcato, è sparito in un tratto di campagna vicino al tratto della A24.


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