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Roma, dove pizza è camorra: 28 locali confiscati in centro

ROMA – Ventotto tra ristoranti, pizzerie e bar, in pieno centro a Roma. Ma anche appartamenti, conti in banca, macchine, società, contanti: un impero da 80 milioni di euro in mano a 4 imprenditori ritenuti riciclatori per conto della camorra. In particolare del clan Contini. Sembra quasi che quando si mangia una pizza napoletana, in centro, si rischia di dare involontariamente soldi ai clan, tanti sono i locali in questione.

I carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno eseguito la confisca di tutti questi beni che già nel 2014 erano stati sottoposti a sequestro preventivo. Ora, con la confisca, la proprietà di questi beni viene tolta definitivamente agli indagati e passa allo Stato: i locali, nel 2014, erano passati in amministrazione controllata per questo di fatto non hanno mai chiuso i battenti.

Tre imprenditori dei 4 coinvolti nella confisca erano stati arrestati dai militari nel gennaio 2014 nell’ambito  dell’indagine “Margarita”, meglio nota come “Pizza Ciro”, che portò all’arresto di 20 persone e sequestri di locali nel centro della Capitale.

Dalle indagini dei carabinieri, è emerso che tre fratelli imprenditori sarebbero stati “stabili riciclatori” per conto della camorra napoletana, al servizio, in particolare, del clan Contini. Le indagini, dirette dalla DDA di Roma e condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, hanno dimostrato che il loro impero economico, diventati proprietari di fatto di una holding di società attive nella gestione di numerosissimi ristoranti-pizzeria nelle principali vie del centro storico della Capitale con un volume d’affari sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, sarebbe stato gestito con modalità illecite, mediante una rete di società intestate a prestanome finalizzate al reimpiego e all’occultamento di ingenti risorse economiche di provenienza illecita.

Ci sono bar, ristoranti e pizzerie, anche nel centro storico della Capitale, tra i beni confiscati dai carabinieri del Comando provinciale di Roma a quattro imprenditori.  Si tratta di 28 esercizi commerciali tra cui bar, ristoranti/pizzerie; 41 beni immobili; 385 rapporti finanziari/bancari; 76 veicoli; 77 società titolari di parte dei beni e  300mila euro in contanti rinvenuti nel corso delle operazioni. I beni confiscati, già sottoposti a sequestro preventivo nel 2014 su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono attualmente gestiti dagli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale.

Ecco l’elenco di ristoranti e pizzerie sottoposti già a sequestro nel 2014:

Nella zona del Pantheon la gelateria Ciuccula in piazza della Rotonda e il ristorante Pummarola e Drink in via della Maddalena. C’è la catena Pizza Ciro a piazza Sant’Apollinare e via della Mercede. Zio Ciro Mangianapoli in via della Pace, a piazza Navona. C’è la catena Sugo, con due sedi: in piazza Nicosia e quella con doppio ingresso in via di Propaganda e in via della Vite. A pochi passi L’Osteria della Vite. A Prati, sequestrati Il Pizzicotto, in via Gioacchino Belli, e Friijenno Magnanno sulla circonvallazione Trionfale.

 


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