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Roma, allarme a Castelgandolfo: i fondali del lago sono pieni di bombe

ROMA – Allarme a Castelgandolfo, zona dei Castelli vicino Roma: i fondali del lago sono pieni di bombe. Una sorta di campo acquatico minato, sui fondali del lago Albano, a soltanto un metro e mezzo circa di profondità. Ci sono infatti decine e decine di ordigni inesplosi risalenti alla seconda guerra mondiale.

A confermare che si tratta di ordigni bellici è un militare dell’Esercito esperto in materia: “Dalle immagini sembrano bombe a caduta utilizzate nel secondo conflitto mondiale – sostiene – e c’è anche una granata. Sicuramente dovranno essere rimosse e fatte brillare sulla riva”.

Come scrive Chiara Rai per Il Messaggero, si tratta di un arsenale subacqueo che allo stato attuale dei fatti appare incustodito.

Siamo in via dei Pescatori sul lungolago gandolfino e le bombe si trovano nel tratto che parte dal famigerato relitto del Coni, torretta di arrivo dei vogatori durante le Olimpiadi del 1960 e si estende per circa 200 metri, per tutta la lunghezza della recinzione dell’area delle ex tribune.

La scoperta è a dir poco scioccante: gli esplosivi sono molti e visibili con una semplice maschera da sub. L’area è accessibile a chiunque, non ci sogno segnali di pericolo in acqua che fanno capire ai bagnanti di non avvicinarsi. Mentre sulla riva e sul ciglio stradale del lungolago, in corrispondenza dello specchio d’acqua con gli ordigni sommersi, giacciono a terra reti divelte, cartelli corrosi dal tempo e nascosti dalla vegetazione selvaggia.

Prosegue Chiara Rai:

Soltanto da questi frammentati elementi si capisce il fallito tentativo di delimitare una zona di fatto interdetta. Vicino a quest’area si trova la sede dell’Aisa Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche. Sul sito web si legge che il centro è attivo dal 2002, utilizza le strutture di un dismesso impianto sportivo sulle rive del lago, adeguate a norma per l’uso da parte di persone disabili. Il tutto a un passo da dove si trovano le bombe.

 


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