Cronaca Italia

Roma: arrestata per furto la donna che raccontò di essere stata sequestrata dai migranti

Roma: arrestata per furto la donna che raccontò di essere stata sequestrata dai migranti

Roma: arrestata per furto la donna che raccontò di essere stata sequestrata dai migranti

ROMA – E’ stata arrestata per furto dai carabinieri a donna che la fine agosto raccontò di essere stata sequestrata da alcuni migranti tra i cancelli del presidio umanitario di via del Frantoio, alla periferia di Roma, innescando un assedio al centro della croce rossa. Secondo quanto si è appreso, la donna è stata sorpresa domenica mattina all’esterno di un supermercato del quartiere con una busta piena di prodotti appena rubati e si trova ora ai domiciliari.

La donna era già sottoposta a obbligo di dimora con permanenza diurna nella sua abitazione perchè già accusata di altri furti sempre al supermercato. Domenica mattina i carabinieri della Stazione Santa Maria del Soccorso si sono recati nel suo appartamento per notificarle l’atto relativo a una tentata rapina avvenuta nello stesso supermercato alcuni giorni fa. A quanto riferito, la donna non era in casa ed è stata trovata poco dopo all’esterno del punto vendita con una busta di prodotti risultata rubata. La donna è stata arrestata con l’accusa di furto e sottoposta ai domiciliari.

La donna, che si chiama Pamela e ha tre figli, ad agosto aveva raccontato di essere stata sequestrata e picchiata all’interno del centro prima di riuscire a chiedere aiuto: “Ho avuto paura, pensavo di morire”. Poi era tornata nel centro, accompagnata da una cinquantina di residenti, e aveva guidato l’assalto il cui obiettivo doveva essere l’eritreo che lì si era rifugiato. L’eritreo, un disabile mentale, era stato ferito dalla stessa donna con un tondino raccolto in strada dopo un litigio tra l’eritreo e alcuni ragazzi. L’uomo era stato soccorso e ricoverato in ospedale e la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo per tentato omicidio.

Pamela aveva raccontato all’Ansa:

“Mi hanno sequestrata per un’ora insieme a mio nipote di 12 anni, trascinata all’interno del centro per due volte e colpita. Ho avuto paura, pensavo di morire. Loro erano in tanti, una cinquantina, mi sono coperta il volto e speravo che non facessero nulla di male al bambino”.

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