Cronaca Italia

Atac, scontro sulle dimissioni di Bruno Rota. L’azienda: “Via le deleghe”. Lui: “Mi ero già dimesso”

Atac, si è dimesso il direttore generale Bruno Rota

Atac, si è dimesso il direttore generale Bruno Rota

ROMA – Atac, di nuovo tutto da rifare. In un dejà vu senza fine, ancora una volta l’azienda capitolina perde il suo dg, Bruno Rota, che ieri aveva comunicato, senza mezzi termini, la disastrosa situazione dei conti di Atac “a un passo dal crac”.

Il manager milanese che ha risanato Atm, atteso a Roma come chi avrebbe potuto traghettare l’azienda di trasporti in acque più calme, se ne va. E non senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Manuel Fantasia, amministratore unico di Atac, ha ritirato oggi le deleghe al dg.

Ma Rota lo corregge non senza una vena polemica: “Mi ero dimesso già una settimana fa”. E, per l’ennesima volta, ricomincia il toto nomi. Il dg dimissionario spiega pacatamente, ma con fermezza, di aver “mantenuto la notizia riservata, come mi era stato richiesto. Vedo però che questa correttezza viene ripagata con comportamenti non di pari correttezza e quindi sono costretto a precisare questa circostanza. Come si possa silurare un manager che ha dato le dimissioni da sette giorni resta un mistero dell’amministrazione capitolina”.

E senza voli pindarici va giù pesante: “Forse l’ennesimo tentativo di ingannare l’opinione pubblica senza rispettare dignità e lavoro”. Un addio al vetriolo in Atac, dunque, con l’ufficio stampa che in serata precisa: “Le dimissioni di Rota sono state presentate su richiesta dell’Amministratore Unico Manuel Fantasia ieri pomeriggio”.

Ma Rota non ci sta e ribatte, con tanto di numero di protocollo, mostrando la sua lettera datata 21 luglio. “A questa mia, Fantasia mi ha risposto: ‘Facendo seguito alla sua lettera del 21.07.2017 prendiamo atto delle sue dimissioni che accettiamo con decorrenza dal 2/8 o altra data antecedente lei riterrà opportuna’. Dunque di che stiamo parlando?”. La palla passa adesso al Campidoglio che, a quanto si apprende, avrebbe già individuato il nuovo dg. In pole ci sarebbe Carlo Tosti, già ad di Atac sotto Alemanno, Giancarlo Schisano, ex direttore operativo di Alitalia, o anche Carlo Pino, ex dg dell’azienda di Trasporti di Napoli. Intanto la Cgil ricorda l’enorme “buco finanziario di Atac” e “la drammatica situazione delle infrastrutture e del parco mezzi”.

Ma “i dirigenti hanno avuto un benefit sostanzioso rispetto anche all’anno precedente”, spiega il segretario generale della Filt Cgil Roma e Lazio Eugenio Stanziale. Scatenato contro la sindaca Virginia Raggi il Pd, a tutti i livelli. In Campidoglio la capogruppo Michela Di Biase chiede alla prima cittadina di riferire in Aula su quanto accaduto mentre il deputato Pd Michele Anzaldi chiede che la Commissione Trasporti convochi Rota “per chiarire fondatezza e provenienza delle sue accuse sulle raccomandazioni”, dopo il botta e risposta tra il dg dimissionario e il presidente della Commissione Mobilità M5s Enrico Stefàno.

Quest’ultimo ieri, in un post su fb, ha accusato Rota di non aver fatto nulla in tre mesi. Rota gli aveva prontamente risposto: “Più che di dirigenti da cacciare, lui, e non solo lui, mi hanno parlato di giovani da promuovere. Velocemente. Nomi noti. Sempre i soliti”. Dopo un giorno la risposta di Stefàno: “Né io né i miei colleghi, per quanto mi consta, abbiamo mai sollecitato promozioni, chiesto assunzioni o spostamenti, proposto collaborazioni. Invito pertanto il dottor Rota a scusarsi per una contestazione infondata”.

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