Cronaca Italia

Roma, crolla palazzina ad Acilia per fuga di gas. Trovate morte mamma e figlia di 9 anni

Roma, crolla palazzina ad Acilia per fuga di gas

Roma, crolla palazzina ad Acilia per fuga di gas

ROMA – Non ce l’hanno fatta la mamma e la figlioletta di 9 anni sepolte sotto le macerie di una palazzina a Roma, in via Giacomo della Marca, zona Acilia. Le hanno cercate, scavando instancabilmente per tutto il giorno. I soccorritori erano riusciti a stabilire anche un contatto con la piccola che da sotto i calcinacci interagiva con loro. Poi il silenzio e a tarda sera il tragico ritrovamento: i cuori di mamma e figlia avevano cessato entrambi di battere.

Il crollo è avvenuto poco dopo le 14. Due persone, marito e moglie e zii della piccola, sono stati estratti vivi ma feriti nel pomeriggio. Mentre le preghiere si sono concentrate tutte su Aurora, 9 anni e sulla mamma Deborah. Sono stati fatti intervenire anche i cani molecolari per cercare di individuare l’esatto punto in cui concentrare gli scavi. Alle 17 si sono accese le fotoelettriche per continuare senza sosta a scavare anche con il buio.

Poco dopo le 22 il ritrovamento dei cadaveri: il corpicino di Aurora e quello di Deborah erano schiacciati sotto un solaio crollato quasi intero fino pianterreno. In quel momento si sono levate le urla strazianti dei familiari, rimasti in apprensione tutto il giorno: “Non è possibile, mio Dio no!”. Il marito e l’altro figlio della coppia, un quindicenne, non erano in casa al momento dell’esplosione. I parenti delle vittime sono assistiti da psicologi e personale della Croce Rossa in un locale non molto distante dalla palazzina distrutta.

È possibile che la palazzina sia crollata a causa di una deflagrazione per probabile fuga di gas. Alcuni testimoni avrebbero riferito aver udito “due forti esplosioni, una di seguito all’altra”.

“Ho sentito un boato, all’inizio pensavo fosse una sparatoria, poi invece l’esplosione delle gomme di qualche macchina. La casa ha tremato, mi è anche caduta la bottiglia dal tavolo”. Questo il racconto di una delle testimoni che oggi ha assistito al crollo della palazzina. “Mi sono scese le lacrime agli occhi, il papà della famiglia rimasta coinvolta nell’esplosione lavora con me – racconta – mentre la mamma è un’insegnante ed era in casa con la figlia piccola. Il figlio più grande era fuori casa e quando è tornato si è lasciato andare in un grido disperato”.

Il sospetto, spiega il quotidiano Il Messaggero, è che lo scoppio sia stato dovuto ad una bombola di gas utilizzata nell’appartamento al primo piano abitato da una famiglia del Bangladesh.

“Secondo indiscrezioni – scrive il Messaggero –  gli stranieri erano sotto sfratto e l’utenza era stata distaccata. Per questo si sarebbero serviti della bombola per cucinare. Lo scoppio sarebbe stato amplificato da due bombole di ossigeno usate nel sottostante studio odontoiatrico”.

 

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