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Roma, denuncia: “Vigile si dà malato, lavora per Salvini”

ROMA – Il vigile fa campagna elettorale per Matteo Salvini ma, denunciano i colleghi, si assenta dal lavoro senza giustificazione. E’ quello che si legge sul Corriere della Sera che dà conto di una accusa anonima (e tutta da confermare) contenuta in una lettera inviata al capo dei vigili Roma Raffaele Clemente. Ecco cosa scrive Il Corriere della Sera:

Un vigile che da mesi svolge attività politica per conto di Matteo Salvini» con il risultato di un «assenteismo non giustificato in orario di servizio». È l’accusa anonima che un «gruppo di onesti agenti» ha messo nero su bianco in una lettera inviata al capo dei vigili urbani della Capitale, Raffaele Clemente e al commissario di Roma, Francesco Paolo Tronca. La missiva, però, è anonima ed è ancora tutta da confermare.

Nell’esposto anonimo si denuncia l’operato di un vigile, Luciano Andreoni, che da mesi svolgerebbe «un’attività politica con la responsabilità di “coordinatore” ufficialmente riconosciuta nel partito Noi con Salvini di Roma». Andreoni proprio il 4 maggio sarà il moderatore di un appuntamento elettorale a Roma con il leader della Lega. La questione, sottolineano gli autori della lettera, non sarebbe degna di nota se gli stessi «colleghi non avessero notato un progressivo assenteismo non giustificato in orario di servizio e inspiegabilmente non segnalato dai nostri superiori». In più, sempre secondo la missiva, il vigile avrebbe fatto «sedicenti promesse » elettorali. Accuse, vale la pena di ricordarlo ancora una volta, inserite in una lettera anonima e non confermate. «Risoluzione immediata» Il «gruppo di onesti agenti» si augura un intervento» del comandante Clemente per una «risoluzione immediata della vicenda che giudichiamo altamente imbarazzante e destabilizzante nell’organizzazione e nell’operatività del Gruppo». «Vogliamo rendere pubblica questa lettera – scrivono infine i vigili – nel rispetto del lavoro che svolgiamo ogni giorno con fatica e senso del dovere e che non accettiamo sia strumentalizzato e destabilizzato ai fini elettorali di qualsiasi parte politica si tratti».