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Roma, detenuti fuggono da Rebibbia: il giallo delle telecamere disattivate…

ROMA – Tre detenuti sono riusciti a fuggire dal carcere di Rebibbia, a Roma, e nessuno ha visto nulla. Le telecamere di videosorveglianza, proprio la sera dell’evasione, erano fuori uso. Una fuga rocambolesca di cui non si hanno filmati avvenuta nella notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 novembre che ora diventa un giallo.

Michela Allegri su Il Messaggero scrive che i tre detenuti hanno segato le sbarre della loro cella a Rebibbia e si sono calati dalla finestra utilizzando dei lenzuoli annodati. Tutte le telecamere però erano fuori uso, anche quelle lungo il muro di cinta, tanto che i tre sono riusciti senza far scattare allarmi a raggiungere l’auto del complice che li attendeva per aprirgli la fuga:

“Ora, la pm Nadia Plastina, titolare del fascicolo, dovrà stabilire se si sia trattato di un guasto temporaneo, o se invece il black out del sistema facesse parte di un piano organizzato nei minimi dettagli. Uno dei sospetti è che i tre siano stati aiutati nel colpo dall’interno della casa circondariale. Un’ipotesi già presa in considerazione nei mesi scorsi dalla pm Silvia Sereni, che indagava su un’altra evasione fotocopia, avvenuta con le stesse modalità. Catalin Ciobanu e Mihai Florin Diaconescu, romeni, erano scappati il 14 febbraio segando le sbarre di un locale adibito a magazzino”.

Già in occasione di quella fuga da Rebibbia era stata redatta una relazione dettagliata che ora sarà acquisita dagli inquirenti, per poter così verificare se le irregolarità che erano già state riscontrate lo scorso febbraio siano o meno state sanate. Una eventualità che, alla luce della nuova fuga, sembra improbabile:

“Erano le 3,15 di notte, quando le sentinelle hanno scambiato un cumulo di cartoni e bottiglie per tre figure umane accucciate nelle brande della cella. Ci sono volute tre ore prima che venisse dato l’allarme. Le ricerche sono scattate dopo le 6. L’allerta è massima: gli evasi sono pericolosi. Basho Tesi, 35 anni, stava scontando l’ergastolo per un duplice omicidio. Ilir Pere e Mikel Hasanbelli, invece, erano stati condannati per droga e sfruttamento della prostituzione. Uno dei punti da chiarire è come abbiano fatto i detenuti a procurarsi la lima per segare le sbarre e il materiale per realizzare le sagome che hanno ingannato gli agenti di guardia. Gli identikit dei tre sono stati forniti a tutte le forze dell’ordine, comprese la Polizia di frontiera e la Polfer”.

Ora gli agenti della polizia stanno cercando i tre detenuti in fuga e la pista più promettente sarebbe quella dello spostamento verso il nord, anche se i parenti dei fuggiaschi interrogati hanno dato indicazioni inutili agli investigatori:

“I controlli nelle zone di frontiera restano serrati. Così come quelli nelle stazioni ferroviarie e degli autobus diretti all’estero. Occhi puntati anche sui campi rom, dove i tre potrebbero essersi nascosti. Nell’ultima settimana ci sono state decine di segnalazioni ai centralini del 112. Gli investigatori hanno verificato ogni comunicazione e hanno ricostruito l’ipotetico tragitto seguito dai fuggitivi che, per il momento, restano a piede libero”.


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