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Roma: fedeli di Padre Pio derubano case vacanze e b&b

Roma: una coppia pugliese di devoti di Padre Pio fermata dopo aver portato via dalle strutture in cui alloggiavano qualunque tipo di oggetto.

ROMA – Roma, case vacanze e bed and breakfast depredate da…i fedeli di Padre Pio. E’ l’incredibile vicenda narrata sul Messaggero di una coppia pugliese fermata nella capitale dopo aver portato via dalle strutture in cui alloggiavano qualunque tipo di oggetto. Ma è la motivazione del furto ad aver lasciato sbigottiti gli investigatori: la coppia sosteneva infatti che la cifra che avrebbero ricavato dalla refurtiva serviva loro per…pagare il viaggio di ritorno in Puglia (sono infatti originari della provincia di Bari).

Scrive Paolo Tripaldi:

«Siamo venuti per seguire Padre Pio – ha detto l’uomo al giudice che ha confermato il fermo rimettendo poi in libertà la coppia – siamo soltanto suoi fedeli». Il fermo della coppia di pellegrini è avvenuto per caso da parte di una pattuglia di agenti alla fermata Ottaviano della metro. I due litigavano animatamente con un’altra coppia, sempre originaria di Bari, proprio per aver portato via degli oggetti dall’ultima struttura dove avevano trascorso la notte tutti insieme.

Le urla hanno attirato i poliziotti che hanno così controllato nelle loro borse ritrovando la merce sottratta a due bed and breakfast della zona. Si tratta di una casa vacanze di via Premuda, dove avevano alloggiato dal 4 al 6 febbraio, e di una struttura simile in una palazzina di via del Mascherino, dove avevano trascorso la notte tra sabato e domenica. I due hanno ammesso subito le responsabilità. Non solo la coppia aveva rubato tutto il possibile ma in entrambe le strutture non aveva saldato il conto portando via anche le chiavi degli alloggi. Nell’appartamento di via del Mascherino, inoltre, avevano ospitato l’altra coppia, conosciuta durante il viaggio nella capitale, senza avvisare gli albergatori. Tra gli oggetti trafugati un ferro da stiro, una consolle playstation con quattro videogiochi, una macchinetta del caffè, un tostapane, della biancheria. Il tutto per un valore di circa cinquecento euro, già riconsegnato dagli investigatori ai proprietari.


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